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Ponte sullo Stretto, Lucano: ‘Alimenta multinazionali dell’acciaio e sottrae risorse a obbiettivi più urgenti’

L'ex sindaco di Riace è intervenuto all'evento 'L'Europa che vogliamo' in un locale del centro cittadino

Mimmo Lucano

Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace e candidato alle prossime elezioni europee ha fatto tappa a Reggio Calabria per l’incontro dal titolo “L’Europa che vogliamo” organizzato da Alleanza Verdi Sinistra, Europa Verde e Sinistra Italiana.

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Ai microfoni di CityNow l’uomo divenuto simbolo di accoglienza e immigrazione ha commentato così i temi più caldi dell’agenda politica nazionale e locale, ossia quelli del Ponte sullo Stretto e dell’autonomia differenziata del governo Meloni.

“Quele argomento ‘temo’ di più? Tutte e due, c’è una connessione tra le due cose. È assurdo pensare di approvare opere che deturpano intanto uno dei siti più più belli del Mediterraneo e poi sottrae risorse invece a quelli che sono gli obiettivi più urgenti della nostra Regione: il dramma della sanità, dei trasporti, dell’abbandono delle aree interne. Un’opera che alimenta solo i circuiti economici delle grandi multinazionali dell’acciaio“.

Conclude Lucano sull’autonomia differenziata:

“Un dramma, perché ci mette nelle condizioni di diventare sempre più periferia di una Italia fondata sulle disuguaglianze”.

L’8 e il 9 giugno Mimmo Lucano sarà protagonista di due tornate elettorali, le europee e l’elezione del nuovo sindaco del Comune di Riace. Commenta Lucano:

“Sul piano emozionale, che per me è una cosa importante perché la vivo così la politica, interessa molto di più quello che avverrà nell’ambito del territorio comunale. Certo avrò la possibilità di ampliare così il messaggio e l’impegno politico per il quale in questi anni sono stato al centro anche di interessi mediatici molto forti, anche come conseguenza delle storie giudiziarie che ho vissuto”.

Prosegue Mimmo Lucano:

“Non ho deciso da solo, il viaggio è iniziato forse ancora prima che iniziasse la storia giudiziaria. È stato un laboratorio politico aperto, un’agorà in cui tantissimi soggetti sono stati presenti in tutt’Italia. Un piccolo borgo calabrese di una delle aree più depresse dell’Italia per tante ragioni è stato al centro dell’interesse pubblico e degli interessi politici, non legati a partiti ma più che altro a chi vive la partecipazione alla politica come occasione autentica di riscatto dalla marginalità, dall’abbandono delle nostre terre. Riace è stato individuato come icona dell’accoglienza mondiale pur proponendo una soluzione se vogliamo anche banale. Quando abbiamo dato la disponibilità per le case ai nostri migranti, alla fine abbiamo fatto i nostri interessi: abbiamo recuperato rispetto alla comunità un patrimonio di case che sarebbe arrivato alla deriva, all’abbandono. La perdita anche della ‘realtà sociale’, di tutti i servizi più importanti legati alla comunità: la scuola, l’asilo, la farmacia, l’oratorio. Gli immigrati hanno riportato la vita, sono stati positivamente responsabili di una rigenerazione urbana che ha fatto rinascere Riace”.

Conclude Lucano:

“L’attuale amministrazione ha in pratica mortificato tutte quelle occasioni che avevano fatto di un luogo un punto di riferimento, di cui ne ha parlato il mondo. Già basta questo: è anche un orgoglio per la Calabria perché per una volta si parla di argomenti che non sono legati all’azione giudiziaria”.

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