Ponte, l’appello del prof. Veronese al ministro Salvini: ‘È il momento di accelerare’
"L’Italia non può permettersi ritardi né cedere a chi tenta di bloccare una svolta epocale per il Sud" la lettera del presidente dell'associazione "Amici del Ponte sullo Stretto"
18 Giugno 2025 - 18:39 | Comunicato Stampa

In qualità di Presidente dell’Associazione Amici del Ponte sullo Stretto, sento il dovere civile, prima ancora che politico e culturale, di intervenire nel dibattito attorno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, opera strategica per il futuro dell’Italia e, in particolare, per il rilancio concreto del Mezzogiorno.
Al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini va il nostro apprezzamento per la determinazione dimostrata finora. Ma oggi è il momento di accelerare. Occorre dare un segnale forte, inequivocabile, con l’avvio celere dei cantieri e il rispetto del cronoprogramma. L’Italia non può permettersi altri ritardi, né può cedere a chi, per convenienza politica o ideologica, tenta di bloccare un progetto che rappresenta una svolta epocale per il Sud.
In questo contesto, il Ministro deve attivare tutti gli strumenti necessari per garantire la trasparenza, la legalità e la sicurezza del progetto, prevenendo ogni tentativo di infiltrazione mafiosa e contrastando sul nascere qualsiasi azione di protesta pretestuosa o strumentale che possa mettere a rischio la regolare esecuzione dei lavori.
È intollerabile che un’opera pubblica di tale portata — attesa da generazioni — venga ostacolata da chi oggi tenta di vestirsi da moralizzatore, dopo anni di immobilismo. Mi riferisco, senza giri di parole, al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Lo stesso primo cittadino che oggi si esalta per l’avvio del cantiere del Ponte sul torrente Calopinace — opera bloccata per oltre dieci anni anche a causa delle gravi inefficienze della sua amministrazione — è lo stesso che ha promosso un ricorso contro il Ponte sullo Stretto, nel goffo tentativo di fermare un’opera che parla di sviluppo, futuro e coesione.
È una contraddizione che grida vendetta: si celebra una piccola opera locale, dimenticando i ritardi accumulati, e si osteggia una grande infrastruttura nazionale, destinata a trasformare due sponde oggi divise in una vera area metropolitana integrata, capace di generare migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, rilanciare il turismo, agevolare i trasporti e rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo.
Il Ponte sullo Stretto non è solo cemento e acciaio: è una dichiarazione di fiducia nel Sud, nella sua gente, nella sua capacità di contribuire alla crescita dell’intero Paese. È tempo che la politica, tutta, se ne renda conto. E che chi ha responsabilità istituzionali smetta di mettere i bastoni tra le ruote al futuro.
Ministro Salvini, vada avanti. Noi siamo con Lei. L’Italia meridionale ha aspettato troppo. Ora merita concretezza, coraggio e visione.
Prof. Veronese Simone Antonio
Presidente dell’Associazione Amici del Ponte sullo Stretto