Sanità, Falcomatà in Consiglio cita Stranger Things: ‘Sembra di essere nel sottosopra’
L'intervento del consigliere dem in aula: "Per altri due anni andremo avanti con provvedimenti tampone?"
16 Gennaio 2026 - 15:45 | di Eva Curatola

Nuova seduta del Consiglio regionale della Calabria, convocata per discutere la proposta di legge n.21, di iniziativa dei consiglieri Cirillo, Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo e Pitaro, recante le “Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali”. Un provvedimento definito straordinario e temporaneo, pensato per fronteggiare la grave carenza di personale medico che colpisce la sanità calabrese, in particolare nelle aree interne e nei presidi ospedalieri più in sofferenza.
La proposta consente alle Aziende del Servizio sanitario regionale di conferire incarichi di lavoro autonomo a medici collocati in quiescenza, con l’obiettivo di assicurare la continuità dei servizi essenziali, in attesa del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato. Gli incarichi riguardano soprattutto i settori più critici: pronto soccorso ed emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, medicina generale, continuità assistenziale e servizi territoriali, comprese le case della comunità. I contratti avranno una durata massima di 12 mesi, rinnovabili una sola volta (per altri 12 mesi), e non comporteranno nuovi oneri per il bilancio regionale, facendo leva sulle risorse già disponibili.
Un impianto che non ha convinto il consigliere regionale del Partito democratico Giuseppe Falcomatà, intervenuto in Aula con toni duri e critici.
“Sembra di trovarsi nel sottosopra di Stranger Things, e invece anziché essere in una serie fantasy siamo nella realtà“, ha esordito Falcomatà, entrando subito nel merito della convocazione del Consiglio.
“Io mi sarei aspettato da qualcuno di voi almeno che ci spiegasse il motivo per cui noi oggi ci troviamo qui. Mi sarei aspettato almeno di leggere, all’interno della relazione introduttiva, i motivi per cui siamo stati convocati d’urgenza per discutere di questo provvedimento” ha affermato, parlando di una “strenua difesa di posizione” e di “unghie che si arrampicano sugli specchi”.
Nel mirino del consigliere dem anche la vicenda del Milleproroghe.
“Quando noi siamo costretti a sentire che il provvedimento di proroga dei medici non è stato inserito all’interno del Milleproroghe stiamo dicendo delle bugie, perché all’interno del Milleproroghe non si deve inserire niente. Questo è un provvedimento che è stato tolto dal Milleproroghe e qualcuno ci deve spiegare il motivo per il quale c’è stata una manina che ha tolto un elemento che va di default con l’approvazione di tutti i provvedimenti che scadono il 31 dicembre”.
Falcomatà ha poi evidenziato quella che, a suo giudizio, è una grave lacuna della proposta: l’assenza dei dati.
“Nella relazione introduttiva notiamo purtroppo anche l’assenza di qualcos’altro: la grave assenza dei dati che dovrebbero supportare questo provvedimento. Perché non ci fornite i dati sulla copertura degli organici? Perché senza dati rischiamo di fare una discussione senza avere tutti i numeri a nostra disposizione”.
E ancora:
“Perché non ci sono i piani assunzionali delle singole aziende sanitarie? Perché, ad esempio, il piano assunzionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria giace da mesi al Dipartimento e non è stato ancora approvato?”.
Uno scenario che, secondo Falcomatà, rischia di portare a soluzioni sempre più estreme:
“Di questo passo dovremo andare a recuperare anche i medici che sono entrati in pensione dieci anni fa richiamandoli in servizio”.
“Siete da sei anni al governo – ha ricordato – e negli ultimi venti o trent’anni avete governato voi. In che cosa consiste questa riorganizzazione, visto che le aziende sanitarie non dialogano tra loro e si fa leva sempre e soltanto sull’etica della responsabilità di medici e infermieri?”.
Altro passaggio critico riguarda la governance.
“È stato finalmente pubblicato il bando per i direttori generali delle aziende sanitarie. Perché soltanto adesso? Perché il precedente non ha prodotto alcun effetto? Perché siamo andati avanti di proroga in proroga con la designazione di commissari che non avevano né l’orizzonte temporale né l’autorevolezza per programmare e imporre una linea”.
Dubbi anche sul sistema di controllo annunciato dalla legge.
“Avete scritto che ci sarà un rigoroso sistema di controllo. Io mi auguro sia un refuso, perché se fino ad oggi non c’è stato un rigoroso sistema di controllo e avete avuto la necessità di scriverlo nella legge, come direbbe Camilleri, mi sento più confuso che persuaso”.
Falcomatà ha poi posto l’accento sulla questione finanziaria.
“Avete scritto che questo provvedimento è a invarianza finanziaria perché prenderete i soldi dalle spese del personale e dalle prestazioni sanitarie. Se queste risorse le dobbiamo destinare al pagamento dei medici in pensione, come saranno garantite le prestazioni? Chiediamo per un amico”.
Il quadro tracciato è netto:
“La verità è che manca un management della sanità regionale. Manca un sistema sanitario regionale che faccia cooperare le diverse aziende”. E l’orizzonte temporale del provvedimento, secondo il consigliere dem, smentisce l’idea di una misura tampone: “Non è un mese o qualche settimana. L’orizzonte lo avete dato voi: 12 mesi più 12. Per altri due anni andremo avanti con provvedimenti tampone”.
Nel suo intervento Falcomatà ha richiamato anche i dati della Fondazione Gimbe:
“Ancora una volta non abbiamo raggiunto i LEA, nella prevenzione, nell’assistenza distrettuale e in quella ospedaliera”.
Poi il riferimento a episodi concreti:
“Al pronto soccorso del GOM, qualche giorno fa, un reggino è rimasto due giorni in attesa di ricovero con una flebo attaccata al muro con lo scotch, perché non c’erano i sostegni. Questa è la fotografia dello stato di salute dei nostri ospedali”.
Un episodio che, secondo Falcomatà, è collegato alle difficoltà di Polistena e Locri.
“Bene la protesta del Comitato di Polistena, bene anche le proposte del Tribunale per i diritti del malato di Locri: incentivi ai medici, alloggi per il personale, mobilità verso le sedi disagiate”.
In chiusura, un passaggio sulla formazione universitaria.
“Avete parlato di Cosenza, ma la facoltà di medicina di Reggio Calabria è dispersa in Libia”, ha detto con amarezza.
Non è mancato, però, un riferimento positivo.
“Ci sono anche delle buone notizie: 16 mila cittadini sono stati richiamati per visite urgenti e sono stati anticipati i tempi di attesa. E c’è una sanità buona nel Mezzogiorno, che non è quella calabrese: parliamo della Puglia e del primo provvedimento preso dal presidente Decaro”.
Un intervento lungo e articolato, che ha trasformato il dibattito sulla legge in un atto d’accusa più ampio sullo stato della sanità calabrese e sulla gestione politica degli ultimi anni.
