Arghillà, educazione e riscatto: il lavoro di AeA con i “ragazzi di Totò”

Arghillà, tra fragilità e riscatto: AeA lavora con i giovani attraverso l’arte. La missione di Totò Rosace: 'Diamo loro speranze e possibilità'

arghillà ()

Ad Arghillà c’è un’associazione che prova a dare ai ragazzi quello che spesso manca: spazi, stimoli e continuità. Si chiama AeA – Arghillà e Arte e viene raccontata dal Corriere della Sera in un articolo centrato su un’idea semplice: la crescita passa anche dalla cultura.

Arghillà è un’area che in passato aveva una vocazione agricola. La trasformazione arriva negli anni Ottanta, quando vengono realizzati circa 950 alloggi di edilizia popolare e nel nuovo quartiere vengono trasferite molte famiglie in difficoltà, anche di etnia rom. Un’operazione che da un lato dà una casa, dall’altro concentra fragilità e problemi, con il rischio di un effetto “ghetto”, come viene definito nel racconto.

Dentro questo contesto nasce il percorso di Antonio Rosace, per tutti “Totò”. Ex insegnante, dopo anni fuori Calabria torna nella sua città e si interessa alle difficoltà sociali del quartiere.

Per molto tempo collabora con Ace (Associazione calabrese di epatologia onlus), che nell’articolo viene descritta come presente ad Arghillà con una sede per garantire assistenza medica gratuita e solidale a persone che, per ragioni economiche e logistiche, fanno fatica a raggiungere il centro cittadino dove si concentrano i servizi pubblici.

Poi arriva il passaggio decisivo. Rosace capisce che la sola risposta sanitaria, pur fondamentale, non basta. Da ex insegnante sposta il focus sui più giovani. Nel quartiere restano alte le sacche di dispersione scolastica e i ragazzi rischiano di avere meno opportunità rispetto ai coetanei. Da qui l’idea di costruire un’altra esperienza, con amici e volontari: nasce AeA.

Il progetto si sviluppa con laboratori e attività continuative legate all’arte. Il teatro viene usato come spazio di espressione emotiva e comunicazione. La pittura e le arti visive diventano un modo per dare forma al proprio mondo interiore e raccontare vissuti che spesso restano chiusi.

La musica è un canale di aggregazione e disciplina, ma anche creatività. Rosace lo riassume così, nel virgolettato riportato: “Avevo capito che garantire a questi ragazzi soltanto il diritto alla salute, per quanto fondamentale, non fosse più sufficiente. Si doveva andare oltre per dare loro la possibilità di avere stimoli in grado di far emergere i talenti che ogni essere umano possiede”, le sue parole.

Mentre associazioni come AeA lavorano sul quotidiano provando ad affrontare le numerose difficoltà esistenti, Arghillà è anche al centro del dibattito istituzionale.

Nei mesi scorsi, durante un question time alla Camera, il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro aveva chiesto un intervento diretto dello Stato sul quartiere: “Abbiamo immaginato di mettere al centro dell’agenda del governo delle aree che hanno bisogno di attenzione ma fra queste aree c’è una grande assente, Arghillà. Un quartiere disagiato e degradato che ha necessità dell’intervento dello Stato”.

A seguito dell’intervento di Cannizzaro, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva richiamato azioni su sicurezza e rigenerazione urbana, parlando di 5 milioni di euro per l’avvio di interventi di rigenerazione urbana, nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, anche d’intesa con la Regione Calabria.