Referendum giustizia, Gratteri lapidario: ‘Per il ‘si’ voteranno indagati, imputati e massoneria’
"Le persone perbene voteranno per il "no". Una riforma per potenti e ricchi". Le parole choc del procuratore di Napoli
12 Febbraio 2026 - 17:32 | Comunicato Stampa

Il referendum sulla Giustizia?
“È certo che per il ‘No’ voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘Sì’, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
Così il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, in una intervista video rilasciata al Corriere della Calabria, risponde a Lucia Serino che gli chiede se ritenga che “territori storicamente un po’ trascurati dall’amministrazione dello Stato, come la Calabria, siano istintivamente sabotatori di tutto ciò che è l’amministrazione dello Stato, quindi anche del sistema della legalità”.
Poi attacca:
“Questa riforma è per i potenti e per i ricchi: se creiamo un pubblico ministero super poliziotto accade che il pm, che cerca prove ad ogni costo, non cercherà, non dovrà cercare più prove a favore dell’indagato, scandagliare ad esempio ciò che l’avvocato porta in istanza. Chi potrà fare indagini difensive? I ricchi, che vanno da un avvocato potente e costoso. Immaginiamo se un uomo qualunque venisse indagato: chi gli dà i soldi per cercare le prove? Questo è un passaggio importantissimo, una delle chiavi di tutta la riforma: gli ultimi, i deboli, non avranno le stesse garanzie dei potenti in tribunale”.
Fonte: Adnkronos
