Controlli a tappeto dell’ispettorato del lavoro: sanzionati bar, imprese agricole e edilizie
In diversi casi i lavoratori risultavano privi di regolare contratto di lavoro, Il dettaglio delle sanzioni
17 Febbraio 2026 - 14:19 | Comunicato Stampa

Gli ispettori del lavoro dello IAM di Reggio Calabria sono stati impegnati, nell’ultima settimana, in un’attività di vigilanza che ha interessato i settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei pubblici esercizi.
Nel contesto dei controlli in agricoltura, è stata individuata un’impresa operativa sulla Piana di Gioia Tauro, con un unico operaio alle dipendenze, risultato privo di regolare contratto di lavoro. Il bracciante agricolo, extracomunitario, era peraltro sprovvisto di permesso di soggiorno, e dagli accertamenti è emerso che era stato impiegato al lavoro in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno.
Al titolare dell’azienda è stata irrogata una maxi-sanzione aggravata dall’accertamento di manodopera irregolare in Italia, e dunque pari a 4.300 euro.
Un’altra impresa agricola della Piana di Gioia Tauro è stata sanzionata per violazioni in materia di salute e sicurezza: sul posto è stato trovato un organo meccanico in movimento, accessibile agli operatori e non adeguatamente protetto.
In edilizia, sempre sulla Piana di Gioia Tauro, gli ispettori del lavoro hanno sanzionato una ditta che occupava 2 lavoratori, entrambi in nero. Nei confronti dell’attività è stato adottato il provvedimento di sospensione: per riaprire, il titolare dovrà regolarizzare i lavoratori coinvolti e versare una somma aggiuntiva di 2.500 euro, cui si aggiungono la maxi-sanzione di 7.800 euro e gli importi dovuti per le sanzioni estintive relative alle prescrizioni penali per la mancata sorveglianza sanitaria e la mancata formazione dei lavoratori.
Nell’ambito delle attività ispettive nei pubblici esercizi, in un bar della Locride, l’unico dipendente d’impresa è risultato in nero.
La stessa fattispecie è stata riscontrata in un bar della Costa Viola, con l’unico operaio privo di regolare contratto di lavoro.
In entrambi i casi, la maxi-sanzione irrogata è pari a 3.900 euro.
