Fabio Caserta: ‘Sono stato vicinissimo alla panchina della Reggina…’
"Ho giocato con l'Igea, stadio caldo. Per gli amaranto non si prospetta una passeggiata"
09 Marzo 2026 - 10:46 | Redazione

Reggino che ha indossato la maglia della Nuova Igea, quella che gli ha consentito successivamente di intraprendere una buona carriera passando al Catania. Mai quella della Reggina nonostante per Fabio Caserta, ex centrocampista e adesso allenatore, fosse un chiodo fisso. Le sue parole a Gazzetta del Sud:
“La Reggina? Vedo il bicchiere mezzo pieno. L’inizio di stagione è stato complicato e sinceramente sono rimasto sorpreso perché ritengo abbia un organico di qualità. Peccato per i punti persi nella prima parte del girone d’andata. Mi è dispiaciuto per l’esonero di Trocini, però quando non arrivano i risultati le colpe ricadono su noi allenatori. La società ha poi puntato su Torrisi che ha dato una scossa. Non si può non evidenziare il percorso compiuto. Recuperare 12 punti non capita ogni giorno; nelle ultime settimane si è inceppato il motore“.
“Se la Reggina dovesse vincere la gara con la Nuova Igea sarebbe in pienissima lotta per la promozione diretta. Non si dovranno fare calcoli, scendendo in campo con la giusta cattiveria agonistica. Conosco l’ambiente di Barcellona dal 2000 al 2004 ho indossato la casacca giallorossa. Esperienza che mi ha consentito di andare a Catania. Il “d’Alcontres” è uno stadio caldo e per gli ospiti non si prospetta una passeggiata. Mi auguro sia l’undici di Torrisi a prevalere e il mio tifo, pur essendo stato bene in Sicilia, sarà tutto per i colori amaranto. Tra le due rose c’è una netta differenza.
Alla luce dei risultati direi che la Nuova Igea è la sorpresa, come l’Athletic Palermo, mentre Nissa e Savoia erano considerate, con la Reggina, tra le favorite. È un girone equilibrato e gli scontri diretti decideranno chi andrà in Lega Pro. Contro Igea e Athletic Palermo bisognerà, ripeto, invertire il trend, altrimenti si rischia di disputare un altro anno in D”.
“Quando giocavo ci fu l’opportunità di venire a Reggio, ma i contatti non portarono a dama. Con Lillo Foti ho un ottimo rapporto e ancora quando ci si incontra si parla della Reggina. Da allenatore, invece, durante il periodo di Saladini, stavo per sedermi sulla panchina amaranto, pure nelle settimane precedenti all’ufficializzazione di Pippo Inzaghi. Anche nell’estate del 2023, quando non si sapeva ancora del fallimento, ci fu un mezzo contatto”.
