Gazzetta del Sud: ‘La Reggina è più che mai vicina al quarto campionato consecutivo di Serie D’

"Quando si dice o si fa una cosa si dovrebbe sempre pensare ai tifosi che aspettano e meritano riscontri"

Antonino Ballarino

L’analisi su Gazzetta del Sud a due giorni dalla disfatta con l’Acireale e la conferenza della società: “Entro 24 ore prenderemo delle decisioni“. “Sono le parole con cui il patron Ballarino anticipava la possibilità che la Reggina potesse fare delle scelte all’indomani dell’ennesima prestazione pessima offerta contro l’Acireale. Il riferimento neanche troppo velato era a possibili “tagli” nella rosa con una fiducia al tecnico Torrisi non messa in discussione. La domenica, però, è passata senza che alcun segnale sia arrivato. Non erano necessari annunci, ma sarebbe bastato adottare strategie comunicative che lasciassero presagire che qualcosa fosse stato fatto. Una lista dei convocati “anticipata”per la sfida di mercoledì con l’Igea Virtus? Una foto di gruppo con qualche assenza “pesante”?

Di strumenti la comunicazione ne fornisce a bizzeffe, ma il modo di porsi all’esterno della Reggina, s’intende a livello ufficiale, non ha mai dato l’impressione di elevarsi rispetto al contesto dilettantistico. Quando si dice o si fa una cosa si dovrebbe sempre pensare ai tifosi che aspettano e meritano riscontri. La solita conferenza stampa a cui è seguito il nulla non disperde certo il dato più eclatante: la Reggina è più che mai vicina al quarto campionato consecutivo di Serie D.
Se per qualcuno fallire è stato il peggio assoluto, ogni mancata vittoria tra i dilettanti è come se allungasse l’agonia.
Le responsabilità di chi va in campo sono evidenti, ma sono anche gli unici che possono cambiare l’inerzia stagionale (ammesso che serva ancora). Ecco perché colpiscono le parole non certo tenere contro i calciatori o comunque una parte di loro. In altri casi si è visto tutelare il gruppo, scoperto magari poi di urla in camera caritatis e si è optato per esoneri di allenatori (anche immeritati). L’alternativa era presentarsi davanti alle telecamere, prendersi le colpe e farsi garanti che le cose sarebbero cambiate. A Reggio lo si è visto fare negli anni in cui i risultati arrivavano.

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Al momento ci sono tutte le ragioni per mettere in discussione il modus operandi di una società che non è mai stata prima in classifica in Serie D. Sono cambiati allenatori, staff tecnici e decine di calciatori. E, proprietà a parte, sono tutti responsabili fin quando nessuno si dimette perché magari ritiene di non avere avuto gli strumenti giusti per lavorare. Dal direttore all’allenatore. Dal 2023 in avanti c’è stata comprensione per le difficoltà fisiologiche dell’inizio, per le critiche e gli attacchi strumentali che questa società ha ricevuto.

Oggi ci sono i risultati negativi sul campo sul piatto dei giudizi, che in primis depauperano le risorse impiegate dalla stessa proprietà per dare vita e gestire questo progetto. Con i risultati di ieri il campionato ha ancora una volta dimostrato quanto poteva essere abbordabile. Vincere i due scontri diretti contro Igea Virtus e Athletic Palermo oggi appare quasi un’ipotesi metafisica, ma porterebbe gli amaranto a -1 dai rosanero e nelle peggiore delle ipotesi a -1 dal Savoia e a -3 dalla Nissa con 5 giornate da giocare. Ritrovare fiducia non è facile, ma per la squadra provarci è un dovere”.