Referendum, Musolino: ‘Il voto restituisce fiducia alla magistratura, ora riforme vere’ – VIDEO
"Questo voto ci restituisce una cosa che era mancata nell'ultimo periodo, la fiducia delle persone nella magistratura, ora dimostriamoci degni" le parole del procuratore
24 Marzo 2026 - 07:00 | di Redazione
Dopo la vittoria del “No” al referendum sulla giustizia, da Reggio Calabria arriva anche la voce del sostituto procuratore Stefano Musolino. In Piazza Camagna, dove magistrati e rappresentanti politici si sono ritrovati dopo il voto, il pm ha tracciato una linea chiara: il risultato rappresenta un punto di partenza, non di arrivo.
“Più fiducia, ma anche più responsabilità”
Per Musolino, il dato più rilevante riguarda il rapporto tra cittadini e magistratura.
“Dobbiamo ripartire da questo, dal fatto che questo voto restituisce alla magistratura credibilità e soprattutto gli restituisce una cosa che era mancata nell’ultimo periodo che è la fiducia delle persone”.
Un passaggio che, secondo il pm, impone un cambio di passo.
“Questo ci deve riempire non tanto di orgoglio ma soprattutto di responsabilità perché dobbiamo dimostrarci degni di questa fiducia”.
“La giustizia va riformata, anche dall’interno”
Musolino non nega le criticità del sistema. Anzi, insiste sulla necessità di intervenire partendo proprio dalla magistratura.
“Sapendo che il sistema giustizia va riformato, incominciando ad autoriformare le cose che possiamo fare, a partire da alcune cose che non funzionano al Csm e poi dialogare con la politica perché le riforme che servono davvero alla giustizia siano avviate”.
“Partecipazione alta, segnale politico forte”
Tra gli elementi sottolineati dal pm anche l’affluenza alle urne, considerata un dato politico rilevante.
“Credo che questo sia il successo maggiore, il fatto di avere contribuito a portare tanta gente a partecipare al voto”.
Musolino evidenzia come da tempo non si registrasse una partecipazione così significativa a una consultazione di questo tipo.
“Era da tempo che nel nostro paese non si verificava una partecipazione così importante”.
“Conta il rapporto con le persone, non i mezzi”
Infine, una riflessione sul modo di fare politica e comunicazione.
“Significa che in questo paese si può fare politica, si può andare a parlare con le persone, non vince chi ha i mezzi mediatici più forti ma vince chi riesce a farsi vicino alle persone e fare comprendere in maniera semplice quali sono gli argomenti”.
