‘Il coraggio del bene’: all’istituto Maria Ausiliatrice la testimonianza Rosanna Scopelliti
Dalla ferita del 1991 ad un seme di speranza: all'istuto salesiano un incontro che trasforma la memoria in responsabilità
01 Aprile 2026 - 15:47 | Comunicato stampa

Il Progetto sulla legalità promosso dalla Regione Calabria, che significativamente abbiamo intitolato Il coraggio del bene, ha vissuto un momento di straordinaria intensità civile presso l’Istituto Salesiano Maria Ausiliatrice. Questo terzo incontro ha visto la partecipazione attenta e commossa degli alunni della scuola primaria e secondaria, dei docenti e dei genitori, uniti in una riflessione profonda che ha superato i confini della semplice lezione scolastica. Ospite d’eccezione è stata la Dottoressa Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonino Scopelliti, il cui sacrificio nel 1991 per mano della criminalità organizzata rimane una ferita aperta e, al contempo, un monito per l’intero Paese.
La testimonianza di Rosanna Scopelliti e la Fondazione

Attraverso l’instancabile operato della Fondazione istituita in memoria del padre, la Dottoressa Scopelliti ha saputo dialogare con i più piccoli e con gli adulti utilizzando un linguaggio immediato, autentico e intriso di una bellezza morale capace di catturare l’attenzione di una platea silenziosa e partecipe. Il racconto non si è limitato alla cronaca di una tragedia, ma ha saputo trasformarsi in una celebrazione della vita e dei valori di un uomo che ha servito lo Stato con integrità assoluta. Condividendo i ricordi personali e le difficoltà incontrate nel proprio cammino, l’ospite ha offerto una testimonianza che ha colmato quel bisogno di riferimenti positivi, oggi più che mai necessario.
“Il coraggio del bene”: legalità come scelta quotidiana
La sua presenza ha dimostrato che la legalità non risiede solo nei codici, ma nel coraggio quotidiano di compiere scelte giuste, rendendo la giustizia un ideale concreto e desiderabile. L’incontro ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei ragazzi, i quali hanno potuto comprendere come la memoria non sia un esercizio nostalgico, ma un seme di speranza che richiede cura e onestà per germogliare. <blockquote>In un’epoca in cui mancano spesso modelli credibili, la storia di Antonino Scopelliti, filtrata dallo sguardo fiero e dolce della figlia, ha indicato una strada possibile fatta di dignità e bellezza.</blockquote>
L’evento si è concluso con il vivo auspicio di proseguire su questa scia di interventi significativi, consolidando l’alleanza tra le istituzioni locali e il mondo della scuola, affinché simili testimonianze possano continuare a sensibilizzare studenti e genitori verso un cammino condiviso all’insegna del bene e della legalità.
M. Strati
