Stretto di Messina, M5S contro il caro-traghetti: ‘Gli aumenti sono immorali’
"Ci spolpano da anni": a Reggio Calabria scoppia la rabbia per i nuovi aumenti dei traghetti Caronte & Tourist. La dura denuncia di Giovanna Roschetti
07 Aprile 2026 - 21:46 | di Redazione

Non c’è pace per i pendolari e i viaggiatori dello Stretto. Mentre i cittadini attendono ancora un segnale di equità dopo anni di tariffe giudicate “eccessive”, arriva l’ennesima doccia fredda: un nuovo aumento del costo del biglietto per i traghetti Caronte & Tourist. La giustificazione ufficiale? L’impennata del costo del carburante. Ma per chi attraversa quel braccio di mare ogni giorno, questa è solo l’ultima puntata di una gestione che appare priva di ogni etica commerciale.
La beffa dopo la condanna
La memoria dei cittadini è corta, ma i portafogli no. Molti ricordano ancora la pesante multa dell’Antitrust (quasi 4 milioni di euro) inflitta alla società per aver sfruttato la propria posizione dominante applicando prezzi sproporzionati. Una sentenza confermata dal TAR, che ha certificato un rincaro ingiustificato che sfiorava l’80% rispetto a tariffe eque. E infatti, solo nello Stretto di Messina il costo del miglio nautico è sei volte il costo praticato sul litorale Adriatico!
Tuttavia, anziché una riduzione strutturale dei costi, la risposta della società è stata percepita come una vera e propria “presa in giro”: una promozione che prometteva il 50% di sconto, rivelatasi poi un semplice buono spesa da utilizzare presso attività commerciali convenzionate. Risultato? Per il cittadino il costo del traghettamento è rimasto altissimo, mentre la società continuava a incassare senza colpo ferire.
Il caro-carburante come scudo
Oggi, con una mossa che molti definiscono immorale, Caronte & Tourist procede a un ulteriore ritocco verso l’alto. Sebbene il mercato energetico sia instabile, la rabbia esplode perché l’aumento si innesta su una base tariffaria già gonfiata e condannata dalle autorità.
“Ci spolpano da anni”, commentano i viaggiatori sui social e ai moli. “Prima ignorano le sentenze mantenendo prezzi folli, poi inventano sconti-beffa che non aiutano le famiglie, e ora hanno pure il coraggio di aumentare ancora”.
Un appello alle istituzioni
Cosa resta al cittadino onesto? La sensazione è quella di essere ostaggi di un monopolio di fatto che detta legge tra le due sponde, ignorando le esigenze di un territorio già economicamente fragile. La domanda che sorge spontanea è: dov’è lo Stato? Com’è possibile che una società sanzionata per prezzi eccessivi possa continuare indisturbata a gravare sulle tasche dei siciliani e dei calabresi senza che nessuno imponga un tetto massimo o una reale concorrenza?
In attesa di risposte, l’unica certezza è che attraversare lo Stretto sta diventando un lusso che pochi possono più permettersi.
Dr.ssa Giovanna Milena Roschetti Rappresentante Gruppo Territoriale M5S Reggio Calabria
