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Processo Gotha, verdetto ribaltato: i giudici assolvono Romeo, Caridi, don Strangio e Sarra

Demolito l'impianto accusatorio principale che ipotizzava un legame di contiguità tra i colletti bianchi cittadini e i clan della 'ndrangheta locale

Tribunale Corte Appello Reggio Calabria (2)

Un radicale ribaltamento delle tesi dell’accusa ha segnato la conclusione del secondo grado del maxi-processo “Gotha“. I giudici della Corte d’appello di Reggio Calabria, come si legge nell’articolo di Tiziano di Gazzetta del Sud online, hanno pronunciato una sanzione di totale estraneità per le figure chiave del procedimento, demolendo l’impianto accusatorio principale che ipotizzava un legame di contiguità tra i colletti bianchi cittadini e i clan della ‘ndrangheta locale.

I dettagli delle principali decisioni dei giudici reggini

I magistrati di secondo grado hanno scagionato con formula piena l’ex parlamentare ed avvocato Paolo Romeo e l’ex senatore Antonio Caridi. Tra le personalità del mondo istituzionale e sociale coinvolte nella medesima decisione figurano anche l’ex rettore del Santuario di Polsi, don Pino Strangio, e Alberto Sarra, ex sottosegretario della Regione Calabria scomparso di recente.

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La sentenza del troncone ordinario segna un punto di svolta decisivo rispetto alle ricostruzioni investigative iniziali, restituendo un verdetto favorevole a un folto numero di professionisti ed esponenti della politica che erano stati inizialmente inquadrati come una presunta rete di supporto ai vertici malavitosi della città dello Stretto.

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