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Patto per il commercio a Reggio, Tripodi: ‘Una cornice strategica condivisa’

"Un'impostazione che supera definitivamente la logica degli interventi episodici e affida alla concertazione con il sistema produttivo cittadino un ruolo stabile e strutturale nella costruzione delle politiche pubbliche" la nota

ASSESSORE Alex Tripodi

“Il significato politico del documento va oltre il contenuto tecnico: non si tratta di un piano d’intervento settoriale. La politica dà risposte quando mette in piedi progettualità che vanno in questo senso. Una progettualità che non è un documento, non è neanche solo una visione, è una cornice strategica condivisa all’interno della quale far muovere le varie entità della città”.

Con queste parole Alex Tripodi, assessore alle Attività produttive del Comune di Reggio Calabria, ha sviscerato il “Patto per il Commercio e lo sviluppo economico della città“, un documento che segna un cambio di passo nel modo in cui l’amministrazione intende costruire le politiche economiche locali.

Il metodo della concertazione

“Un’impostazione – ha aggiunto – che supera definitivamente la logica degli interventi episodici e affida alla concertazione con il sistema produttivo cittadino un ruolo stabile e strutturale nella costruzione delle politiche pubbliche. Il metodo scelto è stato conseguente: il Patto è stato costruito attraverso il contributo diretto degli stakeholder e degli operatori economici. Tra le leve strategiche individuate spicca il polo fieristico, culturale e congressuale, pensato per rafforzare la capacità attrattiva di Reggio Calabria e mettere in connessione sviluppo economico, imprese e sistema territoriale”.

Sul fronte commerciale, un ruolo centrale è assegnato ai distretti urbani del commercio. «All’interno dei quali – ha spiegato Tripodi – immaginiamo di costruire politiche comuni e condivise», affiancate dalla definizione di una carta dei diritti e dei doveri dei commercianti, redatta con il coinvolgimento diretto degli operatori.

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Il nuovo piano dei mercati

Particolarmente rilevante il capitolo sul riordino del settore mercatale.

“Dopo venticinque anni siamo riusciti a mettere a terra il nuovo piano dei mercati”, ha affermato Tripodi, spiegando come il mercato venga ora ridefinito quale “spazio di rigenerazione urbana e coesione sociale, capace di rafforzare il tessuto dei quartieri”. In questa logica si inserisce l’attenzione ai territori periferici: “Abbiamo immaginato che alcuni luoghi, come il quartiere di Arghillà, dovessero avere necessariamente un mercato rionale di quartiere”.

Parallelamente, il Patto prevede l’istituzionalizzazione del mercato del contadino a chilometro zero, dotato di un proprio regolamento e di una funzione riconosciuta sul territorio, come strumento di valorizzazione della filiera corta.

Piazza del Popolo e il contrasto all’abusivismo

Forte attenzione è stata riservata al mercato di Piazza del Popolo, anche alla luce delle vicende legate alla chiusura temporanea dello scorso anno.

Abbiamo immaginato di ridare senso e funzione a Piazza del Popolo mettendo in piedi un nuovo mercato in una chiave moderna e nel rispetto delle regole, contrastando ogni forma di abusivismo“, ha detto Tripodi, annunciando procedure pubbliche per l’assegnazione degli spazi e un incremento dei posteggi disponibili.

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Nel complesso ha poi concluso l’assessore:

“Il Patto si configura come uno strumento capace di ricondurre commercio, turismo, artigianato e agricoltura a un disegno unitario di sviluppo, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo e orientato a garantire continuità e stabilità alle politiche economiche della città”.

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