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Comunali Reggio, c’è anche Zagarella e lancia l’idea dirompente: ‘I soldi della ‘ndrangheta vadano alla sanità’

L’imprenditore reggino annuncia il suo impegno politico e lancia il progetto “Indennizzo per Reggio”: usare i capitali confiscati alla ‘ndrangheta per rafforzare la sanità calabrese

Paolo Zagarella

Paolo Zagarella scende in campo con l’Udc in vista delle prossime elezioni comunali. L’imprenditore reggino sceglie di impegnarsi in politica nel segno di una tradizione familiare ben precisa: il padre, Giuseppe Zagarella, fu segretario provinciale della Democrazia Cristiana nel 1986.

La scelta ha un doppio significato. Da un lato il richiamo a un’area moderata, centrista e di ispirazione cristiana. Dall’altro la volontà di portare avanti una proposta concreta per la città.

“Perché ho deciso di impegnarmi politicamente? E perché con l’Udc? Perché ho un’idea che è stata subito sposata dal partito. Si tratta di una proposta che intende ‘indennizzare’ la nostra città per i tanti scippi subiti nei decenni passati”, spiega.

Elezioni Reggio, Paolo Zagarella sceglie l’Udc

Zagarella ha scelto l’Udc e l’Udc ha scelto Paolo Zagarella. Imprenditore agricolo, per anni in Confindustria nel ruolo di presidente di Confindustria Servizi, entra oggi in una forza politica che richiama l’anima della vecchia Dc e che si colloca nell’area moderata del centrodestra. Una collocazione che, secondo quanto viene spiegato, si fonda sulla centralità della persona, sulla difesa della famiglia, sul senso dello Stato, sulla responsabilità politica e sulla valorizzazione dei territori.

“Ho sposato il progetto dell’Udc perché riassume l’anima della vecchia Dc”, afferma Zagarella.

La proposta: usare i soldi confiscati alla ‘ndrangheta per la sanità

Al centro della sua proposta c’è soprattutto la sanità, indicata come una delle emergenze più sentite dai cittadini calabresi. Da qui nasce l’idea lanciata insieme all’Udc: utilizzare i capitali liquidi confiscati definitivamente alla ‘ndrangheta e alle organizzazioni criminali per sostenere la sanità calabrese.

“Al centro c’è un problema che tocca tutti i reggini, la sanità. Un tema che sta a cuore ad ogni calabrese e che non si è mai riusciti a migliorare nel tempo. La sanità versa in una situazione critica. Ecco allora un modo per affrontare il problema. Si utilizzino i soldi confiscati definitivamente alla ‘ndrangheta e alle organizzazioni criminali per la sanità. Il denaro acquisito al patrimonio dello Stato e confluito nel Fondo Unico Giustizia possono e devono essere destinati alla sanità calabrese”.

Un’idea che Zagarella definisce tutt’altro che simbolica.

Indennizzo per Reggio’ non è una provocazione. È un’idea realizzabile e fattibile”, sottolinea.

“Indennizzo per Reggio”, la proposta dell’Udc per restituire risorse al territorio

Il ragionamento parte da un presupposto preciso: se i beni confiscati possono essere restituiti alla collettività per finalità sociali, allora anche le somme di denaro sottratte alla criminalità organizzata dovrebbero poter essere impiegate per rafforzare il servizio sanitario pubblico.

“Sentiamo spesso parlare di beni confiscati ma tra i proventi illeciti della ‘ndrangheta c’è anche tanto denaro e soldi che potrebbero essere destinati alla sanità pubblica. E la normativa lo consente, perché i beni sottratti alle mafie possono essere restituiti alla collettività per scopi sociali. E allora, perché non puntare sulla sanità?”.

La proposta si inserisce in un dibattito già aperto sul riutilizzo dei beni confiscati. In molti casi strutture sottratte alla criminalità sono state trasformate in centri ambulatoriali, case di cura o sedi di servizi territoriali. Da qui la domanda che Zagarella rilancia anche sul piano economico.

“Perché non destinare alla sanità pubblica anche i capitali liquidi?”.

Secondo l’imprenditore reggino, il punto è anche politico e territoriale.

“Se è vero che la ‘ndrangheta viene considerata tra le organizzazioni criminali più potenti e ricche, allora, sostiene Zagarella, è altrettanto vero che Reggio e la Calabria hanno pagato un prezzo altissimo”.

“Perché se è vero che la ‘ndrangheta è considerata oggi l’organizzazione criminale più potente e ricca, allora è anche vero che il territorio calabrese e quello reggino sono stati quelli più saccheggiati”.

Da qui l’idea di un vero e proprio “risarcimento” ai cittadini, da tradurre in servizi e risorse per la sanità.

“Quei soldi che la ‘ndrangheta ci ha sottratto devono oggi essere rimessi nella disponibilità dei cittadini attraverso il miglioramento del servizio sanitario. Devono essere restituiti alla comunità. Ed è importante che rimangano da noi, in Calabria”.

L’appello a Occhiuto: “Perchè non utilizzare i soldi della ‘ndrangheta?”

Zagarella richiama l’attenzione anche del presidente della Regione Roberto Occhiuto e rivolge un invito.

“Cosa ne pensa il Governatore Occhiuto? Che tanto e bene si è occupato di sanità negli ultimi anni, facendo uscire la Calabria dal commissariamento della sanità dopo 17 anni? È vero, si è voltata pagina. Ma adesso servono risorse per uscire dal piano di rientro. Perché non utilizzare i soldi della ‘ndrangheta?”.

L’Udc ha già fatto propria la proposta. Adesso l’obiettivo, viene spiegato, è allargare il più possibile il progetto “Indennizzo per Reggio”, aprendolo al contributo di cittadini, forze politiche e realtà del territorio.

“Il dibattito è aperto – conclude Zagarella – Accogliamo eventuali proposte e idee per concretizzare il progetto “Indennizzo per Reggio”.

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