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San Giorgio d’oro a Spirlì: ‘Un’iscrizione all’anagrafe reggina’. E a chi fa polemica…

"Un riconoscimento di cui sono onorato" ha detto Spirlì a CityNow. Sui social, poi, la risposta, a chi ha ciriticato la scelta del conferimento del premio

nino spirli san giorgio doro 2026

L’assegnazione del San Giorgio d’Oro 2026 a Nino Spirlì, ex presidente facente funzioni della Regione Calabria, ha fatto discutere. Il riconoscimento è stato consegnato ieri al Teatro Cilea di Reggio Calabria nell’ambito della cerimonia delle benemerenze cittadine. Nelle ore successive non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte di esponenti politici di sinistra, come Demetrio Delfino e Saverio Pazzano, che hanno criticato apertamente la scelta di conferire il premio a Spirlì.

“Devo dire che questa io la considero, oltre che un meraviglioso riconoscimento, di cui sono onorato, quasi una sorta di iscrizione all’anagrafe reggina per la città, per la quale anche da presidente della Regione credo di aver fatto tanto” ha detto Spirlì a CityNow, a margine della cerimonia di premiazione.

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Spirlì ha poi richiamato uno dei passaggi che, a suo dire, lo hanno legato concretamente a Reggio Calabria, ricordando il periodo del Covid:

“All’epoca il sindaco Falcomatà, che è un mio carissimo amico, mi chiamò perché c’era l’emergenza rifiuti e insieme abbiamo fatto un grande lavoro liberando in quel periodo Reggio da quel disastro”.

Nel suo intervento, l’ex presidente f.f. ha allargato il ragionamento anche al piano culturale e identitario, rivendicando l’attenzione sempre riservata alla città:

“L’attenzione su Reggio Calabria non è solo quella, anche sul mondo della cultura, sul mondo dell’arte e oggi anche come commissario straordinario della Fondazione Grecanica considero Reggio uno dei Comuni con il maggior numero di grecanici residenti e quindi lo considero territorio veramente d’affetto e d’amore”.

Da qui anche un messaggio rivolto a chi amministrerà la città nei prossimi anni. Per Spirlì, la sfida vera sarà quella di rimettere al centro energie, visione e partecipazione:

“Credo che la capacità degli amministratori, adesso futuri, quelli che verranno, dovrà essere soprattutto quella di risvegliare i sonnacchiosi e dare veramente uno stimolo in più verso l’arte e la cultura”.

Parole che arrivano mentre attorno al suo nome si sono accese le polemiche. A criticare l’assegnazione del San Giorgio d’oro sono stati Demetrio Delfino e Saverio Pazzano, che hanno giudicato inopportuna la scelta del Comune di premiare Spirlì.

Secca la replica dell’ex presidente facente funzioni, che ha risposto senza smussare i toni:

“I piagnistei di alcuni esponenti della presunta estrema sinistra sono medaglie sul petto. Mi confermano che non sarò mai uno di loro”.

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