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Reggio, Gino Cecchettin in videoconferenza al Convitto Campanella

Cecchettin ha accompagnato docenti e studenti verso una riflessione su come prevenire la violenza attraverso il rispetto, sottolineando l’urgenza di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole

cecchettin

Il 22 Aprile 2026 resterà una data da scolpire nella memoria del Convitto Nazionale di Stato “Tommaso Campanella”, che ha avuto l’onore, in data odierna, di ospitare (in videoconferenza, su proposta della prof.ssa Manuela Crimi, e con il fondamentale supporto della Dirigente scolastica, Dott.ssa Francesca Arena), una delle voci più significative e coraggiose del dibattito civile italiano: Gino Cecchettin, padre di Giulia e ideatore della Fondazione che “porta” il nome della ragazza, vittima di femminicidio.

Dopo la tragica perdita della figlia, Gino Cecchettin ha scelto di trasformare il dolore in impegno pubblico, sensibilizzando la società sul tema della violenza di genere e promuovendo un cambiamento culturale, a partire dalle nuove generazioni.

L’incontro con le classi del triennio del Liceo Classico

Nel corso dell’incontro, destinato alle classi del triennio del Liceo Classico, di ordinamento ed europeo, Cecchettin ha accompagnato docenti e studenti verso una riflessione su come prevenire la violenza attraverso il rispetto, sottolineando l’urgenza di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole, la responsabilità degli uomini nel cambiamento culturale, gli strumenti per riconoscere e contrastare le micro-violenze quotidiane, anche verbali.

Le domande degli studenti e il tema della parità di genere

Le parole di Cecchettin sono “risuonate” profondamente tra gli studenti del Convitto, che hanno partecipato con interesse e coinvolgimento, ponendo domande e riflettendo sull’importanza della parità di genere.

Il confronto si è rivelato umanamente molto costruttivo, con la possibilità, per gli studenti del Convitto, di cogliere il vero significato della felicità e di ricordare che “ chi ama non ferisce, protegge”.

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