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Il tempo del processo e quello del campo: la Reggina si ferma sulla soglia

Mentre le carte si rincorrono, i termini processuali scandiscono nuove scadenze e nuovi rinvii, il campionato sarà terminato

Pallone serie D calciatore

Il decreto monocratico del Tribunale Federale, emesso il 2 maggio, respinge l’istanza cautelare della Reggina e lo fa senza addentrarsi nel cuore della questione. Non è il merito, almeno per ora, a fermare la corsa del club amaranto, ma una regola basilare del processo: il contraddittorio. La mancata notifica ai soggetti controinteressati, Nissa, Savoia e la stessa Federazione, si rivela un ostacolo insormontabile nella fase cautelare, segnando una battuta d’arresto che pesa più per il momento in cui arriva che per il suo contenuto tecnico.

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Eppure, tra le righe del provvedimento, si intravede già una prima presa di posizione indiretta. La Federazione, nel trasferire titolo sportivo e tesseramenti alla nuova società, ha di fatto riconosciuto la validità dell’iscrizione al campionato del luglio 2025 e degli atti conseguenti. Un passaggio che non chiude la porta alle contestazioni, ma ne restringe inevitabilmente il perimetro, imponendo alla Reggina un confronto più complesso anche sul piano sostanziale.

Adesso lo sguardo si sposta al 12 maggio, quando il merito verrà discusso. Una data che cade in un punto delicatissimo della stagione: tra il primo turno e la finale dei playoff. Nel frattempo, c’è tempo fino al 6 maggio per sanare il difetto di contraddittorio, riaprendo formalmente una partita che, almeno sul piano giuridico, è ancora tutta da giocare.

Ma il calcio, si sa, vive di un tempo diverso da quello delle aule di giustizia. E mentre le carte si rincorrono, i termini processuali scandiscono nuove scadenze e nuovi rinvii, il campionato domani sarà terminato i verdetti del campo avranno preso forma.

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