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Reggio, Rosanna cerca casa per tornare a vivere con suo figlio Gabriele: ‘Ridatemi dignità’

L'ex garante della salute Stanganelli: "Il sindaco Battaglia ha mostrato sensibilità e attenzione per la vicenda"

rosanna mamma gabriele

Ci sono parole che una madre non dovrebbe mai sentire. Rosanna le ha sentite mentre cercava una casa in affitto, non gratis, non un favore. Una casa dove poter vivere con suo figlio Gabriele, 10 anni, un bambino con disturbo dello spettro autistico, epilessia e gravi difficoltà comportamentali.

Quelle parole, racconta, sono arrivate come schiaffi: “Non affittiamo casa a bambini handicappati”, “meglio che me la tengo chiusa”, “non faccio un’opera di bene”.

Da giorni Rosanna cerca una soluzione. Perché senza una casa Gabriele non può tornare stabilmente con lei. E così il dolore si somma al dolore: una madre pronta a riabbracciare suo figlio, ma fermata da una porta chiusa.

Ieri pomeriggio, in Piazza Italia, ha scelto di raccontare tutto. Con la voce spezzata, ma con la dignità di chi non sta chiedendo compassione. Sta chiedendo un diritto: una casa, una stabilità, la possibilità di essere madre.

“Non avrei mai immaginato di sentirmi dire certe cose”

La voce di Rosanna è quella di una madre stanca, ma non arresa:

“Vi dico la verità, in 45 anni non avrei mai immaginato di ritrovarmi addosso una marea di commenti negativi. Io avevo chiesto semplicemente una casa in affitto”.

Poi arrivano le frasi che fanno più male:

Dietro quella porta chiusa non c’è solo una mancata locazione. C’è il peso dello stigma. C’è la paura verso la disabilità. C’è la distanza tra l’inclusione raccontata e quella (non) praticata nella vita reale.

“Gabriele è un bambino come tutti gli altri. Io chiedo a chi di competenza, che davvero mi aiuti”.

Gabriele e il bisogno di stabilità

Gabriele era in uscita da una comunità. Rosanna attendeva il provvedimento del Tribunale per poter riprendere il percorso con lui. Ma senza una casa, tutto si è complicato.

“In questo momento purtroppo Gabriele è dovuto rientrare nella comunità da cui era in uscita. Io aspettavo da giorni il provvedimento del Tribunale che archiviava il mio caso”.

Per Rosanna il punto è chiaro: suo figlio ha bisogno di continuità, punti fermi, una casa, di una routine e di sua madre.

“Gabriele non soffre solo di autismo, ma anche epilessia ed ha un grave disturbo del comportamento”.

Sono parole che pesano. Perché raccontano un equilibrio fragile, dove ogni ritardo può diventare una nuova sofferenza.

“Ridatemi la dignità di avere una casa”

Secondo Rosanna, molti rifiuti sarebbero legati alla paura dei proprietari di affittare casa a una famiglia con un bambino disabile.

“Per quanto ho capito, tutto gira attorno al fatto che i proprietari dicono: io, affittando la casa a chi ha un disabile, poi se succede qualcosa non li posso sfrattare. Quello che chiedo davvero è che il mio bambino ritorni con me. Perché non è giusto vivere così”.

Rosanna si ferma su una parola che spesso viene usata nei convegni, nei progetti, nei discorsi pubblici: inclusione. Ma per famiglie che vivono da vicino queste problematiche, questa parola rimane, spesso, appunto solo questo, lettere su carta.

“Tutti quanti parliamo tanto di inclusione, ma non parliamone solo a parole. Perché noi genitori viviamo un calvario”.

Un calvario fatto anche di viaggi, cure, spostamenti, assenze.

“Già bastano i viaggi della speranza che siamo costretti a fare al Nord per curare i nostri figli, perché qui non abbiamo né un ospedale che funzioni né un reparto di neuropsichiatria”.

Poi il racconto delle cure.

“Ogni sei mesi vado a Pisa, ogni mese ad Acireale per fare il piano terapeutico di mio figlio. Non ho mai chiesto nulla a nessuno. Però almeno ridatemi la dignità di avere una casa. E soprattutto di avere il mio bambino”.

Stanganelli: “Una situazione aberrante, se confermata”

A seguire la vicenda c’è anche Annamaria Stanganelli, ex garante della Salute della Regione Calabria. La storia di Gabriele, spiega, era già stata segnalata nel 2024 all’Ufficio del Garante.

“A causa di una serie di situazioni si trovava in una struttura sociosanitaria della provincia di Reggio Calabria per l’impossibilità, da parte della mamma, di poterlo gestire. Disposizione che era stata emanata dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria”.

Secondo quanto riferito dall’ex garante, Rosanna aveva segnalato anche alcune criticità.

“La mamma aveva segnalato all’Ufficio una serie di anomalie, tra queste l’impossibilità di incontrare e mettersi in contatto periodicamente con il bambino”.

Poi il trasferimento.

“Il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria dispose poi il trasferimento immediato in una casa famiglia di Reggio per il piccolo Gabriele”.

Oggi, però, il nodo è un altro: trovare un’abitazione.

“Ci troviamo di fronte a una situazione che, se fosse confermata, è a dir poco aberrante. La mamma, a seguito di una disposizione del Tribunale, può tornare tranquillamente a condividere le giornate con il proprio figlio, ma non riesce a reperire una struttura, un’abitazione in affitto, che possa ospitare lei e il suo piccolo”.

La rete di aiuto e l’appello alle istituzioni

Stanganelli riferisce che alcune persone avrebbero rifiutato di affittare casa proprio per la condizione del bambino. Nelle ultime ore, però, qualcosa si è mosso.

“Già in poche ore una valanga di messaggi è giunta all’attenzione di Sanità Attiva, che si sta prodigando per fare in modo che la mamma possa individuare un’abitazione che possa ospitare dignitosamente sia lei che il suo piccolo”.

L’ex garante ha poi spiegato di aver avviato interlocuzioni con il sindaco di Reggio Calabria, Domenico Battaglia.

“Il sindaco ha mostrato sensibilità e attenzione rispetto alla vicenda del piccolo Gabriele e mi ha garantito che nell’arco di poche ore attenzionerà i servizi sociali affinché si possano individuare delle soluzioni abitative per Gabriele e la sua mamma”.

Una storia che interroga la città

La storia di Rosanna e Gabriele non può essere ridotta a una vicenda privata. È la storia di una madre che chiede di poter tornare a vivere con suo figlio. È la storia di un bambino che ha bisogno di stabilità, cura e protezione. Rosanna non chiede altro che una possibilità. Una casa, una porta aperta, un luogo dove Gabriele possa sentirsi al sicuro. E dove lei possa tornare a stringerlo ogni giorno, senza dover chiedere il permesso alla vita.

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