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Reggina, dopo la finale serve chiarezza: la piazza non intende più aspettare

Trattative, interessamenti, indiscrezioni mai arrivati alla conclusione. I tifosi vogliono una nuova proprietà. E sui ricorsi...

Ballarino-Minniti

Gruppo di imprenditori romani. Il fondo americano con Rizzetta come possibile referente. I canadesi. Gli australiani. Negli ultimi mesi gli interessamenti verso la Reggina non sono mancati. In più occasioni si è parlato di trattative avviate, contatti concreti, possibili chiusure vicine. Indiscrezioni che sembravano portare a una svolta e che invece, ad oggi, non hanno prodotto alcun accordo.

Per colpa di chi? Cantava Zucchero… Al momento vogliamo pensare di nessuno, al momento. Ma una cosa è evidente: la corda non può essere tirata ancora a lungo. La tifoseria amaranto ha ormai espresso in modo netto la propria posizione. Il desiderio diffuso è quello di vedere una nuova proprietà alla guida della Reggina.

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Non si tratta più di un malumore passeggero o la presa di posizione di qualcuno. È un sentimento radicato, cresciuto nel tempo, alimentato da delusioni, silenzi, occasioni sfumate e da un rapporto con l’attuale proprietà che ormai è logorato. Per questo l’invito resta sempre lo stesso: rispettare la volontà della piazza e andare incontro ai potenziali acquirenti. Se davvero, come più volte dichiarato dal patron Ballarino, l’obiettivo principale è il bene della Reggina, allora ogni scelta dovrà essere orientata in quella direzione.

Tra proposte ritenute interessanti e non accettate, risposte non arrivate e trattative rimaste in stand by, la speranza è che tutto sia stato rinviato alla fine della stagione. Che si chiuderà domenica con la finale playoff contro la Nissa. Un appuntamento importante sul campo, ma che oggi sembra interessare poco a gran parte del popolo amaranto, ormai concentrato soprattutto sul futuro societario.

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Il clima attorno alla Reggina racconta questo. La squadra gioca, ma la piazza guarda oltre. E chiede risposte. È esattamente dal giorno successivo alla finale che la proprietà dovrà parlare in modo chiaro alla gente. Senza formule vaghe. Senza mezze parole. Senza rifugiarsi dietro i “patti di riservatezza”.

Servirà spiegare quali siano gli intendimenti reali. Dire se c’è la volontà di cedere. Chiarire quali trattative esistono, quali sono state interrotte e quali possono ancora andare avanti. Il tira e molla ha stancato tutti. E dal punto di vista ambientale appare quasi impossibile immaginare un’altra stagione con la stessa proprietà e con lo stesso clima.

Resta poi il tema dei ricorsi che la società intende portare avanti sul “Caso Messina”. Un percorso che può proseguire legittimamente, ma che non deve rappresentare un ostacolo rispetto a eventuali trattative per la cessione del club. Le due strade possono camminare parallelamente. O almeno così dovrebbe essere, se al centro resta davvero il bene della Reggina.

Perché oggi la priorità non è più solo tecnica o sportiva. È soprattutto societaria. La Reggina ha bisogno di chiarezza, di una prospettiva credibile e di un rapporto nuovo con la propria tifoseria. Quindi tutti ci aspettiamo accada qualcosa già a partire da lunedi prossimo.

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