Appalti al Comune di Reggio, Borrelli: ‘Ricostruito un sistema corruttivo’
Il procuratore ha escluso, allo stato, il coinvolgimento di figure politiche dell’amministrazione. Al centro dell’inchiesta affidamenti diretti, pagamenti e presunte accelerazioni delle procedure amministrative
19 Maggio 2026 - 15:18 | di Redazione

Un presunto sistema corruttivo interno alla struttura tecnica del Comune di Reggio Calabria, in particolare nell’ufficio Grandi Opere e Lavori Pubblici. È il quadro tracciato dal procuratore Giuseppe Borrelli nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina in Questura, dopo l’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari.
Il provvedimento riguarda due dipendenti pubblici del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori: Arturo Arcano, classe 1963, destinatario della custodia cautelare in carcere; Giancarlo Cutrupi, classe 1965, ai domiciliari; Demetrio Cama, classe 1975, imprenditore della Ecolog, ai domiciliari; e Antonino Ottaviano Scopelliti, classe 1989, imprenditore della AS Costruzioni, anche lui ai domiciliari.
“Sistema incentrato sulla figura di Arcano”
Secondo quanto riferito dal procuratore, il provvedimento cautelare avrebbe fatto emergere, allo stato delle indagini, un sistema “incentrato sulla figura” di Arturo Arcano.
Il presunto meccanismo, ha spiegato Borrelli, sarebbe stato finalizzato all’accelerazione delle procedure per la liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori.
Sono stati contestati delitti di corruzione legati a una pluralità di affidamenti diretti realizzati dal Comune di Reggio Calabria.
Il procuratore ha però voluto precisare un aspetto centrale:
“Quando parlo di Comune mi riferisco alla struttura tecnica. Le indagini non hanno evidenziato, in tutto ciò che è stato accertato, il coinvolgimento di alcuna figura politica dell’amministrazione”.
Gli affidamenti alla Ecolog
Una parte dell’indagine riguarda alcuni affidamenti diretti alla Ecolog, società riconducibile a Demetrio Cama.
Secondo la ricostruzione della Procura, gli affidamenti sarebbero stati realizzati nel settore dei rifiuti, nell’ambito del Lido comunale di Reggio Calabria, di alcuni cimiteri comunali e della pulizia della discarica Longhi-Bovetto.
Nel periodo compreso tra ottobre 2022 e settembre 2025, sarebbero stati accertati cinque affidamenti diretti a vantaggio della Ecolog.
“Dalle indagini, ha spiegato Borrelli, sarebbero emerse diverse anomalie. Tra queste, la mancata attività di controllo sui lavori e il presunto intervento di Arcano per accelerare le procedure amministrative relative al pagamento delle fatture.
Secondo l’accusa, Arcano si sarebbe anche adoperato affinché i pagamenti non venissero bloccati dall’Agenzia delle Entrate, in conseguenza delle esposizioni debitorie maturate dalle società di Cama nei confronti dell’erario”.
Le somme di denaro e le esigenze del figlio
“Le attività investigative – secondo quanto riferito in conferenza stampa – avrebbero consentito di captare dialoghi dai quali emergerebbe che alcune somme corrisposte ad Arcano sarebbero state destinate al soddisfacimento di esigenze economiche del figlio, impegnato in un’attività imprenditoriale in difficoltà.
Gli investigatori avrebbero inoltre documentato, in una circostanza, una consegna di denaro da Cama ad Arcano. Si tratta – ha ribadito la Procura – di elementi inseriti nell’impianto accusatorio, che dovranno essere vagliati nelle successive fasi del procedimento”.
Il caso Cutrupi e i mille euro
Per quanto riguarda Giancarlo Cutrupi, il procuratore ha richiamato il contenuto delle intercettazioni audio e video.
“Secondo la ricostruzione accusatoria, in occasione di un incontro sarebbe stato mimato il gesto del pagamento di una tangente. Successivamente, sarebbe stata consegnata a Cutrupi una somma pari a mille euro”.
L’ex cinema Orchidea e la AS Costruzioni
Un altro filone dell’inchiesta riguarda la AS Costruzioni e i lavori sull’ex cinema Orchidea, da destinare a museo.
“Si tratta di un intervento dal valore superiore ai due milioni di euro. In questo caso viene contestato ad Arcano di aver fornito agli Scopelliti informazioni non ancora divulgate dagli organi della stazione appaltante, di aver sollecitato gli uffici competenti per i mandati di pagamento e di essersi attivato per accelerare la chiusura di una procedura di variante in corso d’opera.
Secondo la Procura, Arcano avrebbe inoltre suggerito ulteriori varianti, poi non materialmente realizzate, e avrebbe ricevuto in più occasioni somme di denaro superiori ai cinquemila euro”.
Intercettazioni e pagamenti videoripresi
“Anche in questo caso – ha spiegato il procuratore – le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e attività audio-video.
Gli investigatori avrebbero documentato una costante intercessione di Arcano nei confronti di funzionari del settore Finanze ed Economato del Comune di Reggio Calabria, con l’obiettivo di accelerare le procedure amministrative di pagamento.
Nel corso dell’attività sarebbero stati anche intercettati o videoripresi pagamenti di somme di denaro.
In particolare, il 22 maggio 2025 sarebbe stata documentata la consegna di una somma pari a circa duemila euro”.
Il sequestro delle società
Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo delle società coinvolte, ritenute, secondo l’impianto accusatorio, strumentali rispetto alle attività corruttive contestate.
Borrelli ha spiegato che alcuni lavori erano ancora in corso, in particolare quelli relativi alla realizzazione dell’ex cinema Orchidea.
Restano inoltre approfondimenti investigativi su alcune vicende, che, ha precisato il procuratore, continuano a riguardare esclusivamente la struttura tecnica del Comune di Reggio Calabria.
La fase cautelare
Il procuratore ha infine richiamato la fase attuale del procedimento.
“Evidentemente la fase del procedimento è una fase cautelare. Gli indagati saranno chiamati a fornire le loro giustificazioni rispetto ai fatti che vengono loro attribuiti”.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase iniziale delle indagini preliminari. Le persone destinatarie delle misure cautelari sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
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