Cgil Calabria: ‘Più ispettori e controlli. Morire sul lavoro non è fatalità’
La Cgil Calabria interviene dopo due nuove morti sul lavoro nella regione e rilancia la richiesta di più controlli, prevenzione e sicurezza
21 Maggio 2026 - 19:06 | Comunicato Stampa

La CGIL Calabria esprime vicinanza alle famiglie e profondo cordoglio per le due nuove morti sul lavoro avvenute oggi nella nostra regione. Oggi è spirato all’ospedale di Catanzaro l’operaio Domenico Vescio, vittima di un grave incidente nei giorni scorsi a Fuscaldo, e nelle stesse ora è venuto a mancare a Monterosso un altro operaio di 63 anni.
A nemmeno due giorni dalla marcia silenziosa contro le morti bianche che abbiamo tenuto con gli altri sindacati confederali a Catanzaro, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi.
E purtroppo se non si mette mano al sistema, tragedie come queste continueranno ad accadere. Le ragioni sono da ritrovarsi, infatti, in un sistema che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone, che considera la sicurezza un costo da tagliare e i lavoratori numeri sacrificabili dentro la giungla degli appalti e dei subappalti.
La Calabria conosce bene questa realtà: precarietà, lavoro povero, ricatti occupazionali, dumping contrattuale e appalti costruiti sul massimo ribasso producono condizioni insostenibili e alimentano un modello che troppo spesso genera sfruttamento e vittime.
Per questo la CGIL Calabria rilancia con ancora maggiore determinazione la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. Una battaglia di civiltà che punta a cancellare la logica del massimo ribasso, a rafforzare controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti, a garantire trasparenza, legalità, piena applicazione dei contratti, diritti, formazione e sicurezza.
Servono più ispettori, più controlli, investimenti sulla prevenzione, formazione continua e pene severe per chi viola le norme sulla sicurezza. Ma serve soprattutto una scelta politica chiara: mettere al centro il lavoro dignitoso e sicuro.
Non possiamo accettare che si continui a morire per portare a casa uno stipendio.
La CGIL Calabria continuerà a mobilitarsi nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nei territori affinché questa strage venga fermata, perché morire di lavoro non è fatalità.
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