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Reggina, il Ds Martino. ‘Le responsabilità della mancata promozione? Vi dico la mia’

Scelte, calciomercato, calciatori, allenatore, società e comunicazione. L'ex dirigente amaranto a tutto campo

Gabriele Martino

Ospite di “Mezzogiorno Amaranto” in onda su RadioVideotouring l’ex direttore sportivo della Reggina Gabriele Martino: “Ieri sera ho ricevuto la telefonata da una persona alla quale sono legata da stima e grande affetto, persona di calcio e soprattutto persona perbene. Durante la conversazione mi dice: mi raccomando, non essere troppo severo nei confronti della società e siccome a questa persona voglio veramente bene, mi impegno a mantenere la parola data.

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Sicuramente quello che dico è perchè lo penso, su questo non c’è alcun dubbio. Ritengo che tutti coloro che ci tengono alla Reggina devono essere onesti e dire anche in modo critico quello che si pensa. Il bilancio di questa stagione? Si è chiusa la terza consecutiva e per me è stata la peggiore e non per il posizionamento in classifica. In estate la società non aveva a mio avviso fatto male, costruendo una squadra con tanti punti di forza e altri di debolezza. Poi con il passare del tempo sono aumentati i punti di debolezza e la parte tecnica non ha aiutato.

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Ancor prima di dicembre sono andati via giocatori che erano arrivati con la soddisfazione della piazza perchè esperti ed ex, ma anche perchè avrebbero potuto consentire quel salto di qualità. Invece il collegio tecnico della Reggina in perfetta condivisione con tutto il comparto dirigenziale, decide di dare via Blondett, Montalto che non aveva fatto bene ma neppure male e Grillo tra i più positivi della stagione precedente. Ricordo pure le dichiarazioni del tecnico durante il mercato di gennaio tra scelte condivise e l’arrivo certo di giocatori forti e funzionali e che già avevano vinto i campionati. Posso anche sbagliarmi, ma non mi pare che questo sia avvenuto, anzi nel reparto offensivo si è scelto Guida che non mi pare abbia aumentato il bottino realizzativo. Ritengo che la squadra sia stata invece indebolita e le responsabilità secondo me sono gravi. I meno colpevoli della mancata vittoria del campionato sono i calciatori.

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L’allenatore sa bene che per vincere ci vogliono fisicità e qualità individuali superiori, ma per poterle ottenere ci vuole tantissimo lavoro. In quel periodo in cui si vinceva sempre, tutti parlavano di un periodo straordinario, ma alla Reggina in serie D quando vinci, non c’è nulla di straordinario. Ma nessuno ha mai parlato delle due sconfitte consecutive in casa contro Nuova Igea e Athletic Palermo, le stesse squadre battute nel girone di ritorno, quando invece quei due successi sono stati esaltati. Siccome non voglio che qualcuno si irriti particolarmente devo dire che il mister che ha la mia stima e che secondo me merita di allenare in una categoria superiore, sia il principale responsabile della mancata promozione, per avere commesso una serie di errori. Tutti parlano del secondo tempo di Lamezia dove i calciatori sono stati attaccati pesantemente, ma la Reggina già perdeva nel primo e ha giocato tutta la seconda parte con l’uomo in più. Gli allenatori ci sono per questo, per sistemare anche alcune cose dal punto di vista tattico. E’ vero che ha giocato malissimo, ma sembrava orfana anche del proprio allenatore.

Torrisi a più riprese ha sottolineato di avere fatto cose straordinarie, ma arrivare terzi significa essere secondi anche agli sconfitti. Forse è stato anche irrispettoso dire che con lui siano stati fatti più punti di tutti. Ho visto sempre la Reggina, con Trocini e Torrisi ed ho visto anche le altre squadre. A novembre ho detto che non avremmo vinto il campionato. Anche sul piano della comunicazione il mister non mi è piaciuto molto, anche a voi giornalisti voleva dettare le regole, soprattutto verso quelli non adulatori, ma anche nei confronti dei calciatori non è stato generoso. Un giorno erano eroi, un giorni codardi. Una totale assenza di equilibrio, essenziale per la vittoria di un campionato. E la classe dirigente non è stata da meno in questo senso. Esaltazione dopo le vittorie, scoramento e forse oltre dopo le sconfitte“.

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