Elezioni, Gramuglia(Pd): ‘Basta dinamiche autoreferenziali, serve momento di riflessione’
"Perso il contatto con la base. La Calabria non ha bisogno di un partito chiuso nei palazzi. Ha bisogno di un partito vivo, presente, umile e coraggioso" le parole di Gramuglia
27 Maggio 2026 - 15:35 | di Redazione

Dopo la dura presa di posizione del Circolo di Bova Marina, il dibattito interno al Partito Democratico calabrese si accende ulteriormente con l’intervento di Paolo Gramuglia, membro dell’Assemblea Nazionale del PD e assessore al Comune di Bagnara Calabra.
L’atto d’accusa di Gramuglia: “Basta dinamiche autoreferenziali“
Negli ultimi anni il Partito Democratico in Calabria, ed in particolare nella città di Reggio Calabria, ha subito sconfitte politiche che non possono essere archiviate come semplici battute d’arresto elettorali. Le ultime amministrative e le ultime regionali ci consegnano invece una fotografia chiara. Abbiamo progressivamente perso il rapporto autentico con una parte importante della nostra comunità politica e sociale.
Da membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico sento il dovere di richiamare tutti noi, dirigenti nazionali, regionali, locali e tutti i militanti ad un serio esame di coscienza. Forse in questi anni non abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Forse abbiamo smesso di essere il partito tra la gente, nei quartieri, nelle periferie, nei luoghi del disagio sociale, del lavoro precario, delle speranze tradite. Forse abbiamo preferito diventare establishment, rinchiudendoci in dinamiche autoreferenziali, perdendo il contatto con la base e consegnando interi pezzi di società nelle braccia del centrodestra, che in molti casi è apparso più capace di ascoltare e di dare risposte.
Non possiamo limitarci ad attribuire le responsabilità al contesto nazionale o alla forza degli avversari. Dobbiamo invece interrogarci con onestà su cosa non abbia funzionato dentro il nostro partito, nella selezione della classe dirigente, nella capacità di costruire partecipazione, nel rapporto con i territori e con le nuove generazioni.
La segretaria nazionale Elly Schlein ha indicato con chiarezza la necessità di mettere da parte i “caicchi”, le rendite di posizione, le logiche di corrente e di potere che troppo spesso hanno soffocato energie nuove e competenze autentiche. Dobbiamo chiederci senza ipocrisie se in Calabria quella strada sia stata realmente percorsa oppure se vecchi meccanismi si siano semplicemente ripresentati sotto nuove forme.
La proposta: una stagione congressuale per ripartire dalle macerie
È arrivato il momento di aprire una fase vera di riflessione politica e organizzativa. Una riflessione che non sia rituale o di facciata, ma che possa condurre ad una stagione congressuale autentica, aperta, partecipata, capace di rimettere al centro il confronto democratico, il merito, le idee e soprattutto le persone.
Abbiamo bisogno di una nuova stagione politica fatta di volti nuovi, di giovani che abbiano passione, competenza, radicamento sociale e libertà. Una generazione che non viva il partito come uno spazio di gestione del potere, ma come uno strumento di servizio alla comunità.
In questa occasione non posso che ringraziare il generoso slancio avuto da Mimmo Battaglia nel cimentarsi in questa campagna elettorale, nella piena consapevolezza della difficoltà della partita politica che avrebbe dovuto affrontare. Eppure ha scelto di esserci, dando un segnale importante con una candidatura di servizio, a servizio della comunità del centrosinistra.
Da queste macerie politiche e morali noi proveremo a ripartire. Con umiltà, con coraggio e con la volontà di ricostruire un centrosinistra credibile, popolare e profondamente radicato nella vita reale delle persone.
La Calabria non ha bisogno di un partito chiuso nei palazzi. Ha bisogno di un partito vivo, presente, umile e coraggioso.
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