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Reggina: tifosi stanchi, sfiduciati e preoccupati… ma pronti a riaccendersi

Per chi ha già vissuto fallimenti, esclusioni, promesse mancate e ripartenze complicate, ogni attesa diventa sospetto. Ogni silenzio alimenta ansia e pessimismo

Curva Sud Tifosi Ultras Reggina ()

Sì, stanchi. I tifosi della Reggina non ne possono più. Gli ultimi anni sono stati difficili, complicati, deludenti. Dal punto di vista sportivo, probabilmente i peggiori di sempre per una piazza che ha conosciuto la Serie A, grandi campioni, trasferte memorabili e un senso di appartenenza raro.

Da quel 2015, anno dell’ultima stagione condotta da Lillo Foti e poi culminata con il fallimento, il percorso amaranto è stato un continuo saliscendi. Delusioni, ripartenze, qualche soddisfazione, il rischio di scomparire ancora, poi la promozione in Serie B. Sembrava l’inizio di una nuova fase. Invece con il passare del tempo, sotto la gestione Gallo, è arrivato un altro crollo.

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Il salvataggio in extremis, una nuova proprietà, l’arrivo di Pippo Inzaghi, l’entusiasmo ritrovato e il sogno Serie A accarezzato per mesi. Il campionato che si conclude e nel giro di poche settimane, l’incredibile svolta: l’iscrizione incompleta, i ricorsi, l’estromissione dal calcio professionistico. Un colpo durissimo, per la città, ma soprattutto per i tifosi.

L’inferno dei dilettanti, comunque, era stato vissuto come una parentesi. Dolorosa, certo, ma breve. Almeno nelle speranze di tutti. Invece sono passati tre anni e la Reggina è ancora qui. In una categoria che non appartiene alla sua storia, al suo seguito e al peso di una tifoseria che continua a vivere ogni passaggio con sofferenza.

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Una sofferenza che, però, sembra non avere una fine. Perchè anche un possibile passaggio di proprietà, (dopo l’invito ripetuto al patron Ballarino di lasciare) che dovrebbe rappresentare una svolta, si è trasformato in una lunga attesa. Silenzi, indiscrezioni, incertezze, tempi che si allungano e una sensazione di precarietà che diventa ogni giorno più pesante.

Per chi ha già vissuto fallimenti, esclusioni, promesse mancate e ripartenze complicate, ogni rinvio pesa il doppio. Ogni attesa diventa sospetto. Ogni silenzio alimenta ansia, sfiducia e pessimismo. Non è solo impazienza. È stanchezza accumulata.

Eppure, se tutto dovesse finalmente incanalarsi nella direzione giusta, i tifosi sarebbero ancora lì. Pronti a sostenere la squadra, pronti a riempire gli spalti, pronti a far sentire calore, presenza e appartenenza. Perché a Reggio il sentimento verso la Reggina resta fortissimo. Ognuno lo vive a modo proprio: con rabbia, con delusione, con silenzio, con critica, con speranza. Ma quel legame non si è mai spezzato.

Oggi, però, è legittimo dirlo senza giri di parole: anche il tifoso più accanito, anche quello più ottimista, è stanco. E dopo tutto quello che è successo, non potrebbe essere diversamente.

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