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Festa dei Carabinieri, Crosetto: ‘Scegliere Reggio ha un significato profondo’

Agli allievi che hanno prestato giuramento: "Benvenuti nella grande famiglia della Difesa"

ministro crosetto

Un discorso altamente emotivo, che ha unito il senso del dovere, il ricordo del sacrificio e l’omaggio ad una terra difficile ma straordinaria. Sul Lungomare Falcomatà, in occasione del 212° annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, l’intervento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha toccato le corde più profonde dei presenti e delle massime autorità dello Stato.

Il giuramento dei giovani allievi e la “famiglia della Difesa”

Il Ministro ha aperto il suo discorso rivolgendosi direttamente ai nuovi ranghi dell’Arma, sottolineando il peso e l’onore della scelta intrapresa:

“Mi inchino alla bandiera di guerra dei carabinieri, ai gonfaloni, saluto gli allievi che con il loro giuramento sono entrati a far parte di quella che io chiamo la grande famiglia della difesa. C’è qualcosa di triste in questa cerimonia, noi daremo la medaglia d’oro al valore militare. Siamo abituati ad unire i momenti di festa e di gioia in cui ricordiamo l’arma dei carabinieri, festeggiamo i giovani, ricordiamo quelli che servendo il loro paese hanno sacrificato la loro vita, i veterani. Siamo fatti così”.

Il legame profondo tra l’Arma e il territorio: l’omaggio a Fava e Garofalo

Crosetto ha poi tracciato un parallelo storico imprescindibile, spiegando le ragioni profonde che hanno spinto le istituzioni a scegliere Reggio Calabria come palcoscenico per la Festa Nazionale, citando due eroi simbolo della lotta alla criminalità organizzata:

“Abbiamo festeggiato gli 80 anni della Repubblica, i carabinieri ne hanno 212, sono nati molto prima e da allora questa istituzione è diventata qualcosa di profondamente radicato. Le istituzioni esistono, camminano, raccolgono dignità e disprezzo in base a chi ne fa parte, le istituzioni sono persone. La storia dei carabinieri è costellata di difficoltà, come questa terra. Vorrei ricordare i nomi di Fava e Garofalo. Capisco perché si sia scelta questa città per festeggiare la cerimonia di fondazione dell’arma. I carabinieri saranno per voi famiglia”.

Un impegno che va oltre il dovere: “Pronti a sacrificarsi per i figli degli altri”

Infine, il Ministro della Difesa ha voluto rimarcare l’eccezionalità dello status di Carabiniere, una missione che richiede una dedizione totale, fino all’estremo sacrificio per il bene comune:

“Oggi voi avete cambiato stato, non siete più cittadini come noi, a voi è consentito l’uso della forza, della violenza quando è il caso per difendere i cittadini italiani, in voi noi riponiamo il futuro dei nostri figli. Quanti sono disposti a sacrificarsi per i figli degli altri? Figli di persone che non conoscono. Voi siete un pezzo di questa grandezza, perché avete scelto di sacrificare la vostra vita per il bene degli altri. Viva l’arma dei carabinieri, viva le forze dell’ordine, viva la repubblica”.

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