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Antimafia penitenziaria, il piano della Garante avv. Russo contro la ‘ndrangheta

"Carceri, Mafie e Sicurezza: dalla Calabria una nuova frontiera dell’antimafia penitenziaria. Ne parlerà l’avv. Russo in Commissione Consiliare Anti'Ndrangheta del Consiglio Regionale

Giovanna Russo

Le più recenti operazioni investigative dimostrano che il tema della sicurezza penitenziaria non riguarda soltanto il carcere, ma la sicurezza dell’intera collettività. Negli ultimi mesi numerose attività di contrasto hanno evidenziato il persistente tentativo della criminalità organizzata di mantenere collegamenti tra interno ed esterno degli istituti attraverso telefoni cellulari, traffici illeciti e canali di comunicazione clandestini.

In Calabria, i sequestri di decine di cellulari, droga e materiale illecito negli istituti di Rossano e Cosenza, Vibo, Reggio Calabria Arghillá e altri istituti, così come le recenti indagini che hanno interessato anche detenuti appartenenti a contesti di criminalità organizzata, confermano l’esistenza di un fenomeno che richiede una risposta istituzionale sempre più forte.

Particolarmente significativa è l’operazione che ha portato alla luce presunti collegamenti tra detenuti e organizzazioni criminali operanti all’esterno, con l’ipotesi investigativa di direttive impartite dal carcere per attività estorsive e traffici di stupefacenti. Non si tratta di episodi isolati. I dati nazionali mostrano un fenomeno in crescita che coinvolge migliaia di dispositivi sequestrati e centinaia di attività investigative ogni anno.

Per questa ragione il prossimo 12 giugno, nell’ambito dell’audizione presso la Commissione speciale contro la ‘Ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria, il Garante depositerà, in prosecuzione di una attività condotta nei 16 mesi di mandato, un documento programmatico sull’Antimafia Penitenziaria.

L’obiettivo è cristallizzare, insieme alla magistratura, alle forze dell’ordine, all’Amministrazione Penitenziaria, al mondo Accademico, al PRAP, al NIC e Nir e alle altre istituzioni competenti, una nuova cultura della legalità penitenziaria che riconosca il carcere come presidio strategico della sicurezza democratica a protezione dei più deboli.

La Calabria, terra che più di altre conosce il peso delle organizzazioni criminali, può diventare oggi il laboratorio nazionale di una nuova stagione di contrasto alle mafie, fondata sulla sicurezza, sulla legalità, sul recupero delle persone e sulla tutela della dignità umana. Non è soltanto una politica carceraria, ma una politica di sicurezza pubblica. Significa impedire che le organizzazioni criminali continuino a esercitare potere dai luoghi della detenzione e costruire, al contrario, percorsi di legalità capaci di restituire futuro ai territori e alle nuove generazioni.

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