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‘No ai contratti beffa’: a Reggio il sit-in a sostegno dei lavoratori sicurezza e difesa

"Situazione insostenibile, con turni di lavoro massacranti" la denuncia da parte dei sindacati

silp cgil

Questa mattina le donne e gli uomini in divisa hanno incrociato le braccia virtualmente per una giornata nazionale di mobilitazione e protesta che ha visto coinvolto anche il territorio calabrese e la città di Reggio Calabria.

Le sigle provinciali di SILP CGIL (Polizia di Stato), SIAM (Aeronautica Militare) e LRM (Esercito italiano) hano organizzato un presidio con volantinaggio che si è tenuto davanti alla Prefettura di Reggio Calabria. L’iniziativa locale si inseriva all’interno della cornice di protesta nazionale e punta sensibilizzare i cittadini e le istituzioni locali sulla grave crisi che sta colpendo i settori della sicurezza e della difesa, partendo da due nodi fondamentali e non più rimandabili: il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale.

I motivi della protesta e il “contratto beffa”

silp cgil

A livello nazionale le sigle denunciano un vero e proprio “contratto beffa” per il triennio 2025-2027. A fronte di un’inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall’Esecutivo sono inferiori al 5,78%: un gap strutturale del 10% netto che si traduce in una perdita media di circa 300,00 euro in busta paga ogni mese per ciascun lavoratore.

Sul fronte previdenziale, si contesta il cronico ritardo nell’avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse per la previdenza dedicata, che rischiano di condannare a una vecchiaia di stenti migliaia di donne e uomini in uniforme, schiacciati sul sistema contributivo puro.

Carenza di organici nella provincia di Reggio Calabria

Accanto alle rivendicazioni economiche e previdenziali nazionali, la mobilitazione a livello locale ha acceso i riflettori sulla gravissima carenza degli organici che sta portando al collasso i servizi operativi nella nostra provincia.

“Nella nostra realtà” – dichiarano i rappresentanti locali di SILP CGIL – “la situazione è diventata insostenibile. Questo si traduce in turni di lavoro massacranti per i colleghi in servizio, un ricorso sistematico allo straordinario e un’età media del personale che negli ultimi anni è cresciuta sempre di più. Questa situazione mette a dura prova la gestione quotidiana di servizi essenziali come il controllo del territorio, i servizi di scorta e sicurezza, i quotidiani servizi di Ordine Pubblico, la gestione dei servizi logistici e la vigilanza degli obiettivi sensibili.”

La sicurezza e la difesa sono beni comuni e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale. La convergenza unitaria di SILP CGIL, SIAM e LRM dimostra la compattezza delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa di tutta la provincia non più disposti ad accettare promesse a costo zero. Insieme alle rappresentanze provenienti dalle altre province della Calabria, il sindacato ha spiegato ai cittadini che difendere i diritti di chi indossa una divisa significa prima di tutto difendere la sicurezza di tutta la comunità.

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