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Un fuorisede reggino alla conquista dello Stretto: Antonio Tropeano completa la Traversata a nuoto

Il 57enne, originario di Reggio Calabria ma da 31 anni a Bologna, ha nuotato da Punta Faro a Cannitello: “Un tuffo nella storia e nell’identità della mia Terra”

TRAVERSATA STRETTO ARRIVO SANZULLO ok

È partito alle ore 8:00 da Punta Faro, sulla sponda siciliana dello Stretto di Messina, e alla fine della traversata, dopo aver raggiunto a nuoto la sponda calabrese di Cannitello, il Dottore Antonio Tropeano, 57 anni, non è riuscito a nascondere l’emozione per un’impresa sportiva che è prima di tutto un ritorno alle proprie radici.

Da 31 anni a Bologna, ma con Reggio sempre nel cuore

Nato e cresciuto a Reggio Calabria, Tropeano vive da 31 anni a Bologna, dove esercita la professione di odontoiatra con una particolare attitudine alla medicina estetica. Come migliaia di fuorisede che dalla nostra terra partono alla volta del Nord, il legame del Dottore Tropeano con la sua città non si è mai allentato.

Non solo: il suo legame con Reggio è anche sportivo, visto che da ragazzo ha militato nelle giovanili della Reggina, precisamente negli Allievi, e da allora non ha mai smesso di seguire e sostenere le iniziative sportive del territorio. Reggio Calabria, dice spesso ad amici e conoscenti, è la città dove ha “lasciato il cuore” e verso quale torna con orgoglio ogni volta che può.

La Traversata dello Stretto come ritorno alle proprie radici

La Traversata dello Stretto, tra le manifestazioni sportive più identitarie e sentite della costa reggina, ha rappresentato dunque per Antonio Tropeano molto più di una sfida personale: è un modo per tenere vivo il rapporto con la sua Terra e per trasmettere alla figlia Elisabetta, quasi tredici anni, nata anch’essa a Reggio Calabria, gli stessi valori e lo stesso amore per la Calabria che lo hanno alimentato fin da piccolo. Non a caso, Tropeano guarda già al futuro con un desiderio preciso: affrontare un giorno la traversata insieme a lei.

Tropeano: “Ogni bracciata è stata un pezzo della mia storia”

«È un’emozione difficile da spiegare a parole – ha dichiarato il Dottore Tropeano subito dopo l’arrivo a Cannitello –. Ogni bracciata in questo mare è stata un pezzo della mia storia e della storia della mia gente. Sono orgoglioso di aver vissuto un’esperienza che racchiude i valori e la bellezza della mia Reggio e sono felice ogni volta che torno qui e la vedo crescere: nello sport, nel turismo, nello sviluppo economico, nei tanti giovani che scelgono di restare e di investire sul nostro territorio. Spero un giorno di poter fare questa traversata insieme a mia figlia Elisabetta, per consegnarle attraverso questa fantastica esperienza quello che le ho già trasmesso con il cuore.»

Un gesto sportivo e un atto d’amore verso Reggio Calabria

Un gesto sportivo, ma anche un atto d’amore verso una città che, secondo Tropeano, sta vivendo una fase di crescita su più fronti: dalle iniziative sportive e culturali come la Traversata dello Stretto, allo sviluppo del turismo, fino alle nuove generazioni che decidono di restare e scommettere sul proprio futuro a Reggio Calabria.

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