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Reggio, a Catonateatro lo spettacolo ‘Segue brillantissima farsa ovvero Miseria e Nobiltà’

“Miseria e Nobiltà” torna a teatro in una nuova rilettura tra comicità, travestimenti ed equivoci firmata da Alessandro Idonea

Reggio, a Catonateatro lo spettacolo ‘Segue brillantissima farsa ovvero Miseria e Nobiltà’

Mercoledì 12 agosto 2026 alle ore 21:15, i riflettori si accenderanno su uno dei testi più iconici, amati e rappresentati del repertorio drammaturgico italiano.

La rilettura della celebre commedia di Eduardo Scarpetta

Questa rilettura della celeberrima commedia (Miseria e Nobiltà), scritta nel 1888 da Eduardo Scarpetta viene portata in scena dall’istrionico attore e regista catanese Alessandro Idonea, erede della grande tradizione teatrale siciliana, affiancato sul palco da un cast di straordinario livello che vede protagonisti Giovanna Criscuolo e Vincenzo Volo, insieme a un affiatato gruppo di comprimari.

Tra tradizione, comicità ed equivoci

Lo spettacolo rappresenta un perfetto connubio tra la tradizione classica settentrionale e meridionale, capace di far dialogare le maschere d’arte con le nevrosi del pubblico contemporaneo.

Al centro della vicenda resta l’immortale e tragica comicità della fame atavica, quel bisogno primordiale che muove i fili di personaggi disperati ma geniali come lo scrivano pubblico Felice Sciosciammocca e il suo compagno di sventure Pasquale, un fotografo ambulante.

Schiacciati dalla miseria e dall’impossibilità di pagare l’affitto, i due accetteranno un bizzarro quanto rischioso incarico: fingersi i parenti nobili del giovane Marchese Eugenio, innamorato della bellissima ballerina Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito ma privo di blasone.

Alessandro Idonea: “Un testo monumentale che non smette mai di parlare al presente”

“Miseria e Nobiltà è un testo monumentale che non smette mai di parlare al presente”, spiega nelle sue note di regia Alessandro Idonea. “La miseria di cui si ride non è solo la mancanza materiale di cibo, simboleggiata dalla celebre e iconica scena degli spaghetti mangiati con le mani, ma è una condizione umana universale. Con questa messinscena abbiamo voluto preservare il ritmo serratissimo della farsa scarpettiana, introducendo però sfumature e dinamiche attoriali fresche, che esaltino la straordinaria alchimia del cast e la modernità dei tempi comici. Il pubblico si ritroverà immerso in un vortice di travestimenti, equivoci e battute folgoranti, riflettendo allo stesso tempo sulla fragilità delle apparenze sociali.”

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