Pellaro canta Otello Profazio: Peppe Voltarelli apre la settimana dedicata al “Mastro Cantaturi”
Musica, memoria e cultura popolare: Reggio Calabria celebra Otello Profazio con una serie di eventi e laboratori
31 Agosto 2026 - 16:33 | Comunicato Stampa

Un momento per ricordare un grande artista, una festa partecipata e intensa, all’insegna della musica, della memoria, del sorriso e della riflessione: “Quando la gente canta Profazio”, il concerto che ha aperto l’omonima rassegna promossa dall’associazione Traiectoriae, si è rivelato un vero e proprio evento, che ha saputo coinvolgere, nell’arena della Lega Navale, sul Lungomare di Pellaro, un pubblico numeroso (tra cui erano presenti anche i familiari dell’autore, che hanno collaborato all’iniziativa), attento, desideroso di omaggiare un grande della musica, che “merita di essere ricordato – ha affermato il presidente di Traiectoriae, Domenico Gatto, in apertura della serata – e noi continueremo a farlo. Ci auguriamo anche che presto venga dedicata ad Otello Profazio una piazza o una via”.
Il ricordo di Otello Profazio tra musica, parole e immagini
E il ricordo di una carriera incredibile, la memoria di quanto Profazio è riuscito a costruire, l’eredità artistica del “Mastro Cantaturi”, riproposta attraverso la sua contemporaneità, sono stati i fili di una narrazione che – tra musica e parole, tra le canzoni e la lettura, da parte di Angelo Latella, che ha condotto la serata, di alcune “profaziate” (brevi componimenti, all’insegna dell’ironia che ha sempre contraddistinto Profazio), tra video e foto – ha reso l’immagine e fatto riscoprire i tanti passaggi di un percorso che merita di essere ancor più conosciuto e soprattutto, appunto, ricordato.
A farlo, in scena, il figlio di Otello, Ermanno Profazio, insieme al nipote dell’autore, Luca (quasi un debutto sul palcoscenico per lui, che ha emozionato e conquistato la platea interpretando i brani del nonno), accompagnati da Giuseppe Oliveto, alla fisarmonica, e dallo storico chitarrista di Profazio, Saverio Viglianisi: e, accanto a loro, un altro grande cantautore come Peppe Voltarelli, che nel 2016 divise con Otello Profazio il palco del Premio Tenco, ricevendo la Targa Tenco per l’album dedicato all’artista reggino che, proprio quell’anno, ricevette il premo alla carriera.
E Voltarelli, dopo la proiezione del video di quell’incontro, non poteva che proporre “Lu me paisi”, brano che eseguirono insieme in quell’occasione.
Proprio il Premio Tenco era una delle cose di cui Otello Profazio – come ricordato dal figlio – andava maggiormente orgoglioso, insieme a “Qua si campa d’aria”, “primo album folk a ricevere il disco d’oro”, avendo superato il milione di copie vendute, e al Premio Internazionale di Etnostoria “Pitrè” – Città di Palermo, per aver divulgato le tradizioni popolari siciliane e per il lavoro sul poeta Ignazio Buttitta.
La carriera di Profazio raccontata attraverso il “concerto narrato”
Da qui, Ermanno Profazio ha ripercorso, durante il “concerto narrato”, le tappe di una carriera lunga 60 anni: dagli inizi, sul palco del “Cilea”, in una serata condotta da Nunzio Filogamo, ai dischi 78 giri, alla prima tournée in Canada insieme a Luciano Tajoli e Carlo Croccolo, alla frequentazione con De Andrè, alla partecipazione ai programmi tv condotti da Giorgio Gaber, “Canzoniere minimo” e “Questo e quello”, passando per l’innovazione del concept album “Il brigante Musolino” e gli anni del Folkstudio a Roma.
Le canzoni di Profazio tra tradizione e contemporaneità
Un racconto in cui si inseriscono i brani collegati a quelle esperienze, in cui “il sud come categoria dello spirito”, come sottolineava lo stesso autore, ritorna in una visione potente e unica: “Mi ficiru sindacu”, il citato “Qua si campa d’aria”, “Colapesce”, “Il riscatto della bella”, “La baronessa di Carini”, “Amuri” (colonna sonora del film “L’amante di Gramigna” di Carlo Lizzani, con Gian Maria Volontè e Stefania Sandrelli), e tanti altri.
La voce e la chitarra di Voltarelli si calano nelle atmosfere create da Profazio, unendosi alla contemporaneità di note e parole e, insieme alle interpretazioni di Ermanno e Luca Profazio, offrono alla platea uno spettacolo che è ricordo, ma anche consapevolezza di un lascito musicale universale.
La settimana di iniziative dedicate a Otello Profazio
Un momento davvero unico, quello proposto da Traiectorie, che ha entusiasmato la platea e che ha dato il “la” ad una intensa settimana di iniziative, tra laboratori e performance, ispirate all’opera di Profazio e che prendono il titolo dai suoi brani.
A partire dal Laboratorio di reading e recitazione di poesie “Amuri amuri”, realizzato da Nicola Oriente e Zefiro Aps, che ha avuto inizio ieri e si concluderà oggi, 31 agosto.
E da oggi al 2 settembre, alle ore 19, piazza Lume ospiterà, invece, il Laboratorio di canto popolare “Quanto è bella la Calabria”, a cura di Giusy Candido e Zefiro Aps.
Il 3 e 4 settembre, alle 19, presso la sede della Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro, Nicola Oriente e Zefiro Aps proporranno il Laboratorio intergenerazionale di ricerca e narrazione “Qua si campa d’aria”, mentre nelle stesse giornate, ma alle ore 21, in piazza stazione, si terrà il Laboratorio di danze popolari “E ballati e ballati”, di BalFolk Reggio Calabria e Zefiro Aps.
Il gran finale con il Cunto itinerante “Lu me paisi”
A chiudere il programma sarà, il 5 settembre, alle ore 20, alla Lega Navale – Lungomare di Pellaro, un’iniziativa che costituirà la sintesi e la restituzione di queste giornate laboratoriali e che si propone di coinvolgere l’intero territorio in questo omaggio: il Cunto itinerante “Lu me paisi”, tra cunti, appunto, canti e balli, per ricordare un grande artista come Otello Profazio.
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