Ravagnese, il Comitato rilancia la sfida della partecipazione: ‘Meno contrapposizioni, più risposte per i quartieri’
Dalla collaborazione con la IV Circoscrizione al futuro della scuola Pythagoras e depuratore: il modello proposto è quello del confronto costante tra cittadini e istituzioni
06 Settembre 2026 - 10:20 | Comunicato

I primi mesi di attività della IV Circoscrizione “Reggio Sud” segnano anche l’avvio di una nuova fase nel rapporto tra rappresentanza territoriale e cittadinanza attiva. È quanto sottolinea il Comitato di Quartiere Ravagnese, S. Elia e Saracinello, evidenziando l’importanza di una collaborazione costante con il Presidente, il Vicepresidente e i consiglieri circoscrizionali.
Un confronto quotidiano che ha permesso di portare all’attenzione della nuova istituzione territoriale le numerose istanze provenienti dai quartieri e di avviare un percorso basato sulla partecipazione.
Il Masterplan “Reggio dal basso” al centro del confronto con la IV Circoscrizione
Un ruolo centrale in questo percorso è rappresentato dal Masterplan di quartiere “REGGIO DAL BASSO – Master Plan per Ravagnese, S. Elia e Saracinello”, attraverso il quale il Comitato ha cercato di superare la logica delle singole segnalazioni per costruire una visione complessiva delle esigenze e delle prospettive di sviluppo del territorio.
“Già prima dell’insediamento della nuova amministrazione – sottolinea il Comitato – abbiamo lavorato per mettere nero su bianco una visione organica dei quartieri”.
Oggi, secondo il Comitato, la IV Circoscrizione conosce pienamente quel documento e le principali questioni che raccoglie. Un punto di partenza che consente di sviluppare il confronto non soltanto sulle emergenze quotidiane, ma anche su una programmazione più ampia.
Comitati e Circoscrizioni: due strumenti di partecipazione da far crescere insieme
Il Comitato evidenzia come quella attuale sia una fase nuova, ancora in costruzione. Le Circoscrizioni sono tornate recentemente protagoniste della vita amministrativa cittadina e, parallelamente, anche i Comitati di quartiere hanno ottenuto un riconoscimento formale attraverso l’approvazione del Regolamento comunale che ne disciplina ruolo e funzioni.
Un passaggio definito storico, al quale ha contribuito il lavoro della Rete dei Comitati di Quartiere di Reggio Calabria, reso possibile anche da una scelta politica trasversale con maggioranza e opposizione che hanno riconosciuto il valore della cittadinanza attiva.
“Questo riconoscimento rappresenta però un punto di partenza e non di arrivo”, evidenzia il Comitato.
L’obiettivo è evitare che i Comitati vengano percepiti come soggetti antagonisti o semplici portatori di proteste. Al contrario, possono diventare interlocutori utili nella conoscenza dei territori, nell’individuazione delle priorità, nella costruzione delle soluzioni e nella verifica dei risultati.
Allo stesso modo, il ruolo dei Comitati non deve essere quello di alimentare contrapposizioni, ma di favorire il confronto e la ricerca di soluzioni concrete.
Una collaborazione quotidiana che il Comitato vuole rafforzare
In questi primi mesi il rapporto con la IV Circoscrizione è stato continuo. Il Comitato ha mantenuto un contatto costante con gli organi istituzionali, trasferendo segnalazioni, problematiche e proposte provenienti dai cittadini.
Il Presidente e il Vicepresidente del Comitato hanno inoltre scelto di partecipare con continuità alle sedute del Consiglio della IV Circoscrizione e del Consiglio comunale.
“Lo facciamo per due ragioni precise – spiegano –. La prima è essere costantemente informati sui provvedimenti, sulle discussioni e sugli sviluppi che possono riguardare i nostri quartieri. La seconda riguarda la responsabilità: l’impegno dichiarato nei confronti della comunità deve trovare riscontro nei comportamenti”.
Seguire i lavori istituzionali, approfondire gli atti e mantenere un dialogo costante richiede tempo, ma rappresenta un elemento fondamentale del rapporto con i cittadini.
Il Comitato ricorda inoltre che le Circoscrizioni rappresentano territori con oltre trentamila abitanti e che, per chi è chiamato ad amministrare realtà così ampie e complesse, può essere prezioso il contributo di organizzazioni territoriali capaci di raccogliere istanze e conoscere da vicino i quartieri.
Pythagoras e depuratore: cinque anni per dare risposte
Tra le questioni sulle quali il Comitato intende misurare la capacità delle istituzioni di trasformare il confronto in risultati ci sono soprattutto la scuola Pythagoras e il depuratore di Ravagnese.
“La vicenda della Pythagoras assume per noi un significato particolare, perché proprio dalla mobilitazione per la scuola ha avuto origine il percorso che successivamente ha portato alla nascita del Comitato”, viene spiegato.
Il depuratore rappresenta invece una delle principali questioni ambientali e di qualità della vita per questa parte della città.
Il Comitato sottolinea la complessità delle due problematiche e la necessità di tempi adeguati per arrivare a soluzioni definitive.
“Sarebbe poco serio pretendere il contrario. Ma davanti a noi ci sono cinque anni di legislatura. Arrivare alla conclusione di questo percorso senza avere dato una risposta concreta e definitiva a queste due grandi questioni rappresenterebbe un fallimento per tutti”.
La strada indicata è quella del confronto costante: individuare i percorsi, seguirne gli sviluppi, sollecitare quando necessario e verificare nel tempo che gli impegni assunti producano risultati.
Dalla partecipazione dichiarata alla partecipazione praticata
La sfida dei prossimi mesi sarà quella di migliorare ulteriormente il rapporto tra istituzioni e cittadini.
Secondo il Comitato, Circoscrizioni e Comitati rappresentano strumenti ancora giovani nel nuovo assetto partecipativo della città e proprio per questo devono trovare il giusto equilibrio in termini di modalità di relazione, competenze e procedure.
“Occorre, in un certo senso, un continuo tuning istituzionale: capire ciò che funziona, correggere ciò che può funzionare meglio e costruire progressivamente un modello nel quale Comune, Circoscrizioni e Comitati riescano a dialogare con sempre maggiore naturalezza”.
L’obiettivo dichiarato è consolidare questo approccio non soltanto nella IV Circoscrizione, ma nell’intera città.
“Ascoltare i cittadini non significa necessariamente accogliere ogni richiesta. Significa però confrontarsi con loro, spiegare ciò che può essere realizzato e ciò che non può esserlo, condividere le difficoltà, individuare le priorità e mantenere aperto il dialogo”.
La conclusione del Comitato è un richiamo al ruolo dei quartieri e alla necessità di una partecipazione concreta:
“Non soggetti ostili alla politica, dunque, ma strumenti che possono aiutare la buona politica a conoscere meglio i territori e ad amministrarli meglio”.
La direzione indicata per i prossimi cinque anni è chiara: “meno contrapposizione, più confronto; meno partecipazione proclamata, più partecipazione praticata; meno distanza tra cittadini e istituzioni, più capacità di costruire insieme le risposte di cui i nostri quartieri hanno bisogno”.
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