Suppletive Reggio, Toscano chiude la campagna: ‘La vera rivoluzione si fa con una matita nelle urne’
Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare: “Mi rivolgo ai delusi e agli astensionisti. La nostra è una prospettiva di cambiamento reale, senza padroni e senza vincoli”
25 Settembre 2026 - 21:07 | di Redazione

È Piazza Camagna il luogo scelto da Francesco Toscano per chiudere la campagna elettorale in vista delle elezioni suppletive della Camera nel collegio uninominale U05 di Reggio Calabria.
Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare ha affidato all’ultimo appuntamento pubblico il messaggio finale prima del voto del 27 e 28 settembre, puntando soprattutto sul tema dell’astensionismo, sul rapporto con gli elettori delusi e sulla necessità, secondo Toscano, di un cambio di paradigma nella politica.
Un comizio dai toni fortemente critici verso il sistema politico attuale e verso gli altri candidati in corsa, con un appello rivolto soprattutto a chi negli ultimi anni ha scelto di non recarsi alle urne.
“Mi rivolgo ai delusi dalla politica e agli astensionisti”
“Voglio rivolgermi in particolare ai delusi dalla politica, agli astensionisti”, ha spiegato Toscano a CityNow durante la chiusura della campagna.
Secondo il candidato di Democrazia Sovrana Popolare, il rischio è quello di una nuova forte disaffezione al voto:
“Temo che anche in queste elezioni suppletive il 60-70% degli aventi diritto preferirà disertare le urne”.
Una scelta che Toscano dice di comprendere:
“Non li biasimo, li capisco perché la qualità complessiva della classe dirigente che si presenta è davvero di livello infimo. Abbiamo visto anche negli ultimi giorni spettacoli indecorosi che non servono alla politica e non fanno bene all’immagine della nostra terra”.
Da qui l’appello alla partecipazione:
“Chiediamo ancora che esista una parte di voto libero, di cittadini capaci di indignarsi. A chi vuole astenersi diciamo di partecipare, perché la vera rivoluzione si fa con una matita nelle urne”.
“L’astensione favorisce i soliti gruppi di potere”
Nel suo intervento, Toscano ha insistito sul valore del voto come strumento di cambiamento.
“Uscire fuori dal circuito della partecipazione democratica favorisce soltanto i soliti maneggioni, quelli che costruiscono gruppi di privilegiati che poi dominano grazie alla disperazione e alla disillusione della gente”.
Per il candidato di Democrazia Sovrana Popolare, la proposta portata avanti in questa campagna elettorale rappresenta una rottura rispetto agli schemi tradizionali.
“La nostra è una prospettiva di cambiamento reale. Non siamo tenuti a laccio da nessuno, non siamo controllati da nessuno, non abbiamo padroni”.
La critica al confronto politico: “Non ho capito quali siano le proposte dei competitor”
Toscano ha poi rivolto una critica ai programmi e ai contenuti della campagna elettorale degli altri candidati.
“Io non ho capito quali sono le vere proposte dei miei competitor. Non ho capito cosa vogliono fare con la sanità, non ho capito quale idea abbiano del rapporto con l’Europa, cosa pensino della guerra e del rapporto con la Russia, quale ruolo immaginino per il nostro Paese nel prossimo futuro”.
Secondo il candidato, il confronto sarebbe rimasto troppo legato allo scontro personale:
“Nel buio dell’analisi politica pensano di prendere voti insultandosi o utilizzando argomenti da quinta elementare. Noi siamo una cosa diversa”.
L’attacco al sistema mediatico e al ruolo di Vannacci
Nel corso dell’intervista Toscano ha poi contestato il modo in cui, a suo giudizio, sarebbe stata raccontata la competizione elettorale.
“Il sistema mediatico prova a censurare la nostra proposta in ogni modo. Il fatto che i candidati siano quattro spesso viene dimenticato, mentre viene dato grande risalto a Vannacci, facendo in modo che venga riconosciuto come un avversario sistemico quando, secondo la nostra lettura, è invece parte dello stesso modello che dice di combattere”.
Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare ha poi allargato la critica anche al centrodestra:
“Qui si candida un uomo di Forza Italia, cioè un uomo che ancora oggi difende il governo. Si tratta di distinzioni e divisioni solo apparenti che servono a manipolare le persone attraverso parole incendiarie che nascondono un vuoto sul piano politico”.
“Noi vogliamo alzare il livello del confronto”
La chiusura di Toscano è stata dedicata alla sua idea di politica.
“Noi ci sforziamo di alzare il livello culturale, di parlare alle coscienze anziché costruire clientele”.
Un messaggio rivolto agli elettori chiamati alle urne:
“Chiediamo il sostegno di chi crede che sia possibile cambiare davvero le cose. La nostra proposta nasce dalla convinzione che serva una politica libera, capace di affrontare i grandi temi senza fermarsi agli slogan”.
Con l’appuntamento di Piazza Camagna si è concluso così anche l’ultimo comizio della campagna elettorale. Dopo settimane di confronto tra i quattro candidati, ora la parola passa agli elettori del collegio reggino.
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