Presentazione del libro “I gallicesi caduti nella Grande Guerra”
17 Aprile 2016 - 17:00 | di Federica Geria

di Anna Biasi – “I gallicesi caduti nella Grande Guerra” è il titolo del libro di Carmelo Covani, presentato nella sala conferenze della scuola elementare di Gallico Marina a Reggio Calabria. È la storia di 50 caduti, ragazzi di Gallico, piccoli eroi silenziosi, perlopiù sconosciuti, che diedero alla patria la loro vita.
La presentazione prende il via con Antonio Rosario Princi, il dirigente scolastico della scuola elementare di Gallico Marina, il quale ha spiegato come era intesa la patria al tempo, l’emancipazione della donna, le abitudini del soldato, portavoce dell’Unità d’Italia, mostrando il valore dei gallicesi caduti per l’amor di madrepatria, e dei militari che vivevano le trincee, al caldo e al freddo. “Non siamo traditori – afferma Princi – ma abbiamo seguito l’istinto che ci conduceva all’Unità d’Italia. I gallicesi hanno contribuito con umiltà ed onestà a conquistare territori fondamentali”, citando alcune frasi del generale Cadorna, di Armando Diaz e testimonianze di altri personaggi illustri dell’epoca.
L’On. Giuseppe Giordano, consigliere regionale nella scorsa legislatura ricorda poi, gli anni trascorsi dalla nascita di Gallico, asserendo: “la città di Reggio Calabria nel 1927 stava fallendo, e per risanare il tracollo finanziario fu proposto un accorpamento dei territori che avevano un’autonomia propria ed una dimensione culturale definita. Ciò ha portato ad un depauperamento dell’identità, rendendo gli ex comuni, territori fondamentali per la grande Reggio, solamente periferia. Sono necessari modelli integrativi e cooperativi per ripristinare un sentimento di identità, affinché la comunità si risollevi e si rigeneri, perché una collettività è tale se è attiva e viva, e se ottiene momenti di coesione”. Porta infine, il saluto del Mons. Vincenzo Pizzimenti, Cappellano Militare che lascia il suo messaggio: un popolo che non ha memoria non ha futuro; grazie a quanti hanno promosso questa iniziativa.
L’Autore Carmelo Covani racconta come è nata l’idea di scrivere il libro: “Ho notato una differenza tra la stele situata in prossimità del quadrivio di Passo Caracciolo e quella dell’ex municipio. Mi sono posto – dichiara l’autore – il problema di una giustizia storica; tanti giovani sono andati a combattere e sono stati completamenti dimenticati”. Covani rammenta solo alcuni dei 50 ragazzi caduti in guerra, citando gli 8 dispersi di cui non si sono ritrovati i corpi.
Il libro è stato scritto per ricordare i gallicesi che hanno perso la vita per la libertà e soprattutto per far conoscere il sacrificio di questi uomini. “Dato che nella stele dell’ex municipio erano rimasti solo i nomi e le date, ho cercato – conclude Covani – di raccontare le biografie di ognuno dei cinquanta, le loro storie di guerra, dove sono morti e dove sono stati seppelliti ed anche le vicende di alcuni dispersi”.
In occasione della Grande Guerra, Gallico ha pagato un pesante tributo in termini di vite umane. Ed oggi, grazie a questo libro, s’intende onorare la memoria di quei Caduti, coraggiosi taciturni il cui esempio dobbiamo custodire a perenne memoria nella consapevolezza che “la libertà di cui godiamo non si è conquistata facilmente, ma è figlia del sacrificio di molti uomini che hanno vissuto e sono morti nella certezza di dare un futuro migliore”.
Al convegno hanno preso parte anche Antonino Lazzarino de Lorenzo, testimonianza diretta della famiglia Lazzarino con la comunità di Gallico ed il Maresciallo Simone Cristoforo, Comandante della Caserma Carabinieri di Gallico.
Nel corso dell’iniziativa, la Brigata Valgallico ha eseguito canti guidati dall’Ing. Fascià e la sua fisarmonica ed ha recitato poesie dedicate ai Caduti in armi, ad esempio la poesia di Piero Jahier giornalista genovese e di Carlo Delcroix divenuto senatore della Repubblica, che rievocano come all’estremità dell’oblio hanno freddo anche i morti.






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