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Addio al sommo giullare


di Alessandro Sica – Se ne va un altro grande artista del nostro Paese. Il giullare di sempre. Uomo di cultura, teatro, letteratura. Il Premio Nobel è morto a causa di problemi polmonari nella notte all’età di novant’anni.

Dario Fo nacque a Sangiano il 24 marzo del 1926. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista. Nel 1997 vinse il Nobel per la Letteratura. I suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. Nel 2013 è scomparsa la sua compagna di vita, la moglie Franca Rame.

Nella sua vita Fo non si è mai dato tregua. Ha scritto, tanto. Ha dipinto con l’energia di un ragazzino quadri vivaci e colorati. Ha interpretato sui palchi dei più importanti teatri migliaia di storie, sempre attentissimo alla vita pubblica senza perdersi mai una polemica. Di morire Dario non ne aveva nessuna intenzione. «Non temo la morte ma neanche la corteggio. Se hai campato bene è la giusta conclusione della vita».

Anche sul letto d’ospedale, nonostante la maschera d’ossigeno, ha trovato la forza di scherzare sul suo stato di salute: «È come una sfida a ramino. Puoi vincere o perdere, ma quel che conta è la partita».

Mesi fa, nel cortile della sua casa milanese di Porta Romana, era rimasto incantato davanti a una rosa sbocciata all’improvviso, fuori stagione. Si era convinto che fosse stata Franca a fargli quel dono, come segno di una sua presenza costante. «Lei è sempre accanto a me, ogni volta che non so come trarmi di impaccio, la chiamo e mi risponde».

Ora la coppia di artisti si è di nuovo unita…

Buon viaggio Maestro.