La sede operativa della Redel intitolata al suo fondatore
Benedizione e intitolazione della sede operativa di Campo Calabro al fondatore Vincenzo Barreca, ricordato dai familiari, dai dipendenti e dall'arcivescovo Nunnari
16 Gennaio 2017 - 13:47 | di Vincenzo Comi

E’ stata presieduta dell’arcivescovo emerito di Cosenza – Bisignano mons. Salvatore Nunnari, la cerimonia di benedizione e intitolazione della sede operativa di Campo Calabro dell’azienda Redel al suo fondatore, Vincenzo Barreca, in occasione del secondo anniversario dalla prematura scomparsa.
Il ricordo di Vincenzo Barreca
La commemorazione, che si è svolta in un’atmosfera di raccoglimento e partecipazione alla presenza della moglie Angela, della famiglia, dei dipendenti dell’azienda e di parenti e amici, è stata introdotta dallo storico amico e collaboratore, Antonio Fortugno, con un breve racconto sulla vita di Vincenzo Barreca. Dalla nascita dell’azienda, avvenuta tra non poche difficoltà e sacrifici, fino al passaggio del “testimone” ai figli Demetrio e Umberto, pur mantenendo sempre una preziosa presenza ricca di saggezza ed esperienza. La sua vita, fatta di sacrifici per il lavoro e di devozione per la famiglia, è stata ricordata, con emozione, dalla figlia Emanuela che ha sottolineato l’amore, la bontà e la carità cristiana del padre nell’aiutare il prossimo, l’impegno e la passione necessari per creare dal nulla quella che oggi è una delle più importanti realtà imprenditoriali del territorio reggino.
Successivamente l’arcivescovo ha trasmesso un messaggio che ha toccato i cuori e la sensibilità dei presenti. In particolare mons. Nunnari si è soffermato sul prezioso contributo dato da Vincenzo Barreca alla Redel nel corso di oltre 30 anni, dal giorno della sua fondazione fino ad oggi, nonostante la sua scomparsa, attraverso i suoi insegnamenti e il suo esempio sempre presente e vivo.
La targa commemorativa all’ingresso
La cerimonia si è conclusa con un momento di raccoglimento e preghiera a cui ha fatto seguito la benedizione impartita ai partecipanti. La figlia Francesca e il nipote Claudio, hanno poi deposto un mazzo di rose rosse ai piedi della targa commemorativa che è stata apposta all’ingresso dell’opificio.
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