Meningite, epidemia mediatica o reale? Lo spiegano gli esperti
01 Febbraio 2017 - 18:42 | di Vincenzo Comi

di Vincenzo Comi – Un’emergenza più mediatica che reale. Se si considera che il numero dei casi di meningite del 2016 è uguale a quello dell’anno precedente e che nel 2014 i casi riscontrati in Italia di meningococco C sono stati addirittura maggiori viene da chiedersi il perché di tanto allarmismo.
In realtà molte regioni, a seguito del tam tam mediatico degli ultimi mesi, hanno voluto tranquillizzare i cittadini. “Nessuna emergenza né carenza di vaccini” assicurano gli esperti. Eppure i media non fanno che parlarne.
Molte sono le domande relative a questa malattia che presenta diversi approcci di prevenzione.
Giovedì 26 gennaio è stato organizzato un incontro presso la sala convegni della Provincia di Reggio Calabria organizzato dal Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38 e dal Rotary Club Reggio Calabria.
“Il nostro obiettivo è quello della eradicazione della polio nel mondo – spiegano i presidenti Ing. Antonello Scopelliti e il dott. Antonio Enrico Squillace – Assieme a questo progetto che è il principale cerchiamo di sensibilizzare ed essere vicini alle popolazioni del terzo mondo per le tematiche inerenti le vaccinazioni e la prevenzione delle malattie”.
Esperti del settore si sono confrontati in un dibattito teso ad informare i cittadini dei reali rischi di questa patologia ed evitare pericolosi e molto spesso anche inappropriati allarmismi.
Il consiglio che ne esce è quello di vaccinarsi ma senza ansie e soprattutto evitando lunghi e inutili pellegrinaggi nei centri assediati.
Ma cos’è la meningite? Lo spiega il dott. Filippo Zema “La meningite è una malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione genera gravi sintomi neurologici che possono portare nei peggiori casi alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia. I casi in Italia del 2016 sono sovrapponibili a quelli del 2015. Tuttavia c’è stato un aumento di casi in Toscana e quindi si è creata la paura di una epidemia – continua il dott. Zema – L’allarmismo ha portato ad una vaccinazione di massa in Toscana e ad un ritorno alle vaccinazioni”.
Rimane valida dunque l’esortazione ad aderire alle campagne di vaccinazione, come fattore di prevenzione, rivolte ai bambini dai 13 ai 15 mesi di età e agli adolescenti di 13-14 anni, secondo i calendari vaccinali ordinari. E’ questa la misura più efficace per contrastare la diffusione del batterio.
“Non c’è nessuna vera concentrazione di casi rispetto agli scorsi anni – afferma Giuseppe Foti direttore dell’Unità Operativa Malattie Infettive dell’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria – Solo in alcune province della Toscana c’è stato un maggiore numero di casi soprattutto per il meningococco C. Anche nei nostri reparti continuiamo a riscontrare quei 10/15 casi l’anno. I giovani devono seguire e rispettare le indicazioni del piano vaccinale nazionale”.
La verità è che spesso e volentieri la stampa evidenzia, dandone molto risalto, ai casi che evolvono sfavorevolmente e non alla quasi totalità dei casi di guarigione.
I vaccini quindi vanno fatti a determinate categorie. Bambini, adolescenti, persone affette da malattie croniche e persone che viaggiano all’estero in zone non protette.
“Si tratta di una vera e propria epidemia mediatica. Mi ricorda quella del 2009 quando si parlava di influenza H1N1 e allora c’era grande preoccupazione e grande ansia. I mass media avevano gonfiato a dismisura un’infezione influenzale che c’è sempre stata e ci sarà sempre – spiega il dott. Demetrio Costantino, primario del reparto di Pediatria degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria – Tolta l’attenzione dei media è scomparsa la preoccupazione ma il virus è rimasto. Tornando alla meningite non vi è nessuna emergenza in quanto i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità dicono che i casi di meningite registrati e denunciati nel 2016 sono sovrapponibili a quelli dell’anno precedente”.
Da un paio di settimane, dopo il diffondersi delle prime notizie di decessi per meningite, centinaia di persone si stanno recando nei centri vaccinali. La situazione è critica, in particolare, nella struttura di Reggio Calabria, ospitata in locali insufficienti per accogliere le centinaia di persone che si recano quotidianamente.
I due responsabili ed i tre dirigenti medici in servizio nella struttura stanno effettuando 120 vaccinazioni al giorno. “Tutte le richieste, al momento, sono state soddisfatte – affermano i medici del centro vaccinale – ma non sappiamo fino a quando riusciremo, nelle attuali condizioni, a fare fronte a questa emergenza”.
Intanto la prevenzione e l’informazione arriva anche tra i banchi di scuola.
“Cerchiamo di offrire una corretta informazione ai nostri ragazzi – spiega la prof.ssa Anna Lucianò, referente del Liceo Scientifico Volta – E’ importante il coinvolgimento delle famiglie nella prevenzione dei nostri studenti. Le scuole si devono impegnare insieme agli altri enti nel predisporre incontri e convegni come questo al fine di istruire i ragazzi. La scuola è il secondo luogo di incontro per eccellenza dopo la famiglia. E’ necessario quindi che la scuola offra una conoscenza corretta per non creare inutili allarmismi”.
Ad oggi in Calabria si registra un solo caso di morte per meningite all’Ospedale di Vibo Valentia. A rimetterci la vita un 50enne imprenditore di Lamezia Terme. Nessun pericolo particolare tuttavia sotto il profilo statistico e nessun caso di mala sanità perché l’imprenditore ha ricevuto cure adeguate e tempestive.
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