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German Denis: ‘La Reggina non è un giocattolo, ma un bene prezioso’

"Io alla Reggina come Ibra al Milan, ma non hanno voluto. Inzaghi poteva fare di più"


Ha lasciato un grande ricordo, per i suoi gol, ma anche per la sua straordinaria umanità. German Denis negli anni in cui ha indossato la maglia della Reggina è stato tra i grandi protagonisti a partire dalla promozione in B, ma soprattutto ha saputo conquistare il cuore dei tifosi amaranto per i comportamenti in campo e fuori. Qualche mese addietro, dopo l’esperienza al Real Calepina, aveva annunciato l’addio al calcio, poi il ripensamento dopo la chiamata del club La Fiorita, squadra sammarinese che andrà a giocarsi la qualificazione alla Conference League. Le sue dichiarazioni a Gazzetta del Sud.

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La scelta di ripartire e la Reggina nel cuore

“Ho deciso di accettare perchè conosco il presidente, inizio gli allenamenti visto che il 13 e 20 luglio sono previste le due partite. A Reggio mi sono trovato meravigliosamente bene, anche fuori dal campo. Abitavo a Pellaro e nei momenti liberi andavo a pesca con gli amici che sento quotidianamente. Mi riprometto di tornare in questi luoghi perchè ho voglia di risentire il profumo del mare. Approfitterò per seguire dal vivo una gara della Reggina perchè mi è rimasta nel cuore”.

Il desiderio negato

“Il desiderio era di chiudere la carriera proprio con la maglia amaranto, ma non mi è stata data la possibilità. Sarei stato il collante nello spogliatoio come Ibra nella sua seconda esperienza al Milan. Non avrei preteso nulla, anche se qualche spezzone di gara potevo ancora farlo. Ho sempre lavorato seriamente e mi sarebbe piaciuto dare ancora un contributo. Aggiungo che in certi incontri la Reggina ha stentato in fase ultima per mancanza di una vera prima punta. Santander ha fatto fatica, tant’è che è partito a gennaio, Galabinov ha accusato diversi problemi fisici e Gori ha avuto un rendimento altalenante, anche se lo considero un ottimo calciatore. A quel punto mi sarei fatto avanti e qualche gol lo avrei segnato”.

Menez e gli altri

“Giudico il campionato di Menez positivo. Jeremy quando sente la fiducia dell’allenatore e non ha acciacchi fisici riesce ancora a fare la differenza. Fabbian e Pierozzi sono stati bravi. Mi è piaciuto anche Canotto che nel match con l’Ascoli è stato decisivo. Si ripartirei da Inzaghi, anche se a mio avviso con quell’organico avrebbe potuto fare di più, ma bisogna capire quali siano i programmi della dirigenza”.

La Reggina non è un giocattolo

“La Reggina non è un giocattolo nella mani di un uomo solo al comando, ma è un bene prezioso della città. Mi spiace per i tifosi che sono in apprensione per via dell’iscrizione, spero non ci siano brutte sorprese perchè una squadra come quella amaranto meriterebbe palcoscenici più ambiziosi della serie B. Vorrei rivederla in A e chissà che il salto di categoria non arrivi nel 2024″.

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