Reggina: il ruggito del Ds Taibi e quel coro della Curva Sud da brividi
La sequenza di scatti immortalano combattività, orgoglio, rabbia e senso di appartenenza: "Io resto qua"
11 Agosto 2023 - 09:57 | redazione

“E’ un orgoglio vedere tutta questa gente, meritiamo la serie B e noi dobbiamo crederci. Rimaniamo uniti fino al 29 agosto e poi vediamo che succede. Noi siamo qua per salvare la nostra Reggina e nessuno ce la deve toccare. Abbiamo fatti tantissimi sacrifici e per una cavolata, la perentorietà, ci vogliono buttare fuori. Vi chiedo una cortesia, fino al 29 tutti uniti, parliamo solo di serie B e non di altro“.
Parole forti, decise, a tratti anche commoventi quelle pronunciate dal Ds amaranto Massimo Taibi. Dal 2018 a Reggio Calabria nelle vesti di dirigente e da allora ha spesso dovuto combattere contro gli eventi. Dal rischio fallimento con Praticò a quello sfiorato la scorsa estate con Gallo ed ora il pericolo che incombe nuovamente, anzi è dietro l’angolo. La Reggina rischia seriamente di scomparire per un qualcosa che resterà per sempre nella memoria di tutti i tifosi, un fatto incredibile quanto unico che un giorno dovrà necessariamente avere una risposta da chi lo ha provocato. Ma Taibi ha invitato tutti a combattere, a non mollare, rientra nel suo modo di fare, era un lottatore anche da calciatore, lo è da direttore sportivo. Non vuole sentire parlare di serie D fino a quando non ci sarà la sentenza del Consiglio di Stato, a prescindere dalle possibilità che si hanno di ribaltare i precedenti giudizi. Lui è rimasto a differenza di tanti altri, ha coccolato e sostenuto la squadra e l’ha seguita fino a quando è stato possibile, ha cercato di compattare l’ambiente. Ed è anche per questo che la Curva Sud gli ha tributato un coro che rappresenta una vera eccezione, di quelli che per scelta non se ne sentono più ormai da anni: “Taibi uno di noi“, il suo attaccamento ha conquistato il cuore del tifo amaranto.

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