Aeroporti, Callipo tra l’idea di una società unica e le spinte della Sibaritide

Callipo ha spiegato la sua “rivoluzione dolce” sull'aeroporto, un processo che presuppone “le mani libere” in ogni campo.

Il nodo dei trasporti, con annessa la mobilità delle zone interne e periferiche, è uno dei temi più dibattuti in questa campagna elettorale. Ogni candidato ha una ricetta, in realtà molto astratta, che comunque non può prescindere dalla Statale 106, dall’alta velocità che in Calabria non arriva, e dal nodo del sistema aeroportuale, oggettivamente sbilanciato sull’aeroporto internazionale di Lamezia.

Quando, nel corso dell’incontro al Museo del bergamotto, hanno chiesto a Pippo Callipo, candidato civico di centrosinistra appoggiato dal Pd, di dare nuove speranze e linfa nuova all’aeroporto dello Stretto, l’imprenditore del vibonese non ha messo insieme frasi prive di senso, o costruito castelli in aria per riscuotere qualche applauso. Intanto perché Callipo rappresenta comunque un’area geografica direttamente servita da Lamezia - e quindi con il forte rischio di indispettire più di qualcuno – e poi perché lui stesso ha ammesso con grande dignità e con altrettanto savoir faire, che non è possibile rispondere a tutto. Semplicemente perché della materia non è così ferrato. Lui, nel solco di quello che dicono anche gli altri candidati, dice che si affiderà ad una squadra competente, e che l’uomo solo al comando non può niente difronte ai disastri della Calabria.

Per rendere meglio l’idea, Callipo ha spiegato la sua “rivoluzione dolce”, un processo che presuppone “le mani libere” in ogni campo:

“L’assessore fino ad oggi aveva il suo giardinello e se lo gestiva per conto suo. Veniva assegnato perché erano promesse fatte prima delle elezioni. Io penso di creare una giunta di persone che periodicamente, frequentemente, si riuniscano per vedere quelle che sono le problematiche che ci sono. Non può essere demandato all’assessore il compito di fare qualsiasi cosa e assumere qualsiasi decisione. È in questa gestione che io voglio mettere le mani e voglio che la gente poi avverta un cambiamento”.

Anche per questo, Callipo, ha rimandato ogni specifica azione nel settore trasporti al sapere del professore Domenico Gattuso, rappresentante del movimento “10 idee per la Calabria” che lo affiancherà in questa tornata elettorale.

Ma una cosa Callipo la dice. Spera e spinge per un potenziamento di tutto il comparto, perché “i collegamenti sono la prima cosa”. Certo, non si capisce bene come si inserisce nel suo discorso la dichiarazione del sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, candidato al Consiglio regionale a sostegno di Callipo, che riporta in auge l’idea – mai sopita nel nord della Calabria - di un aeroporto che possa servire la sibaritide. Per ragioni di convenienza, di turismo, e per i risvolti economici, occupazionali e lavorativi. Insomma l’avvocato Mundo si impegna ad essere promotore nella prossima legislatura di questa iniziativa al fine di (ri)avviare le pratiche per la costruzione dell’infrastruttura che – dice – serve ad una “realtà posta al centro di un’area geografica che va dal Pollino a Crotone, includendo tutto il Cosentino, con oltre 250.000 abitanti”. Quindi, Mundo, nel suo ragionamento, fa fuori Crotone a vantaggio della sibaritide.

Provassero a parlarsi i vari candidati, perché Callipo a Reggio dice un’altra cosa:

“Io sono favorevole alla società unica, perché fare tre società significa aumentare i costi e fare tre consigli d’amministrazione. Se vogliono lavorare bene possono lavorare benissimo con una società unica ovviamente con i rappresentanti dei tre aeroporti e gestita in un certo modo. E poi io credo sia necessario che ci siano Crotone e Reggio perché sono delle zone così distanti da Lamezia che i disservizi sono enormi soprattutto a Crotone. A Reggio l’aeroporto funziona un po’ meglio. Però le distanze penalizzano il turismo in un modo terribile”.

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