Pd verso l’assemblea nazionale, Martino: ‘No al dibattito autoreferenziale. Si apra fase di ascolto”

L’esponente del Partito democratico, capolista per la mozione Piazza Grande, si prepara all’appuntamento di domenica

È tempo di assemblea nel Partito democratico, orfano di un segretario, dopo le repentine dimissioni di Nicola Zingaretti. Anche Reggio guarda all’assemblea nazionale con interesse, e nello specifico lo fa con Angela Martino che - capolista all’ultimo congresso, nel collegio di Reggio Calabria, per la mozione Piazza Grande ed oggi membro dell’assemblea nazionale del Partito Democratico - si prepara all’appuntamento di domenica 14 marzo con una chiara idea rispetto a ciò che dovrà essere il dibattito.

Non si può votare una certa linea negli organismi e poi esprimerne una diversa a favore di telecamera, non è leale verso quel milione e mezzo di italiani che ha partecipato alle ultime primarie e quel milione e due che ha voluto Nicola Zingaretti segretario del Partito Democratico, solo due anni fa!”

Dialettica fondamentale

“In un partito pluralista come il nostro, le fasi interne di dialettica e finanche di conflitto sono fondamentali, ma non si può immaginare di pretendere un congresso ad ogni fase politica nuova, in un’epoca in cui proprio le fasi politiche si susseguono continuamente! Sarebbe come chiudersi in una discussione astratta su se stessi che il Paese non capirebbe, soprattutto mentre viviamo una pandemia devastante per la vita sociale ed economica di ognuno”.

Per Angela Martino, come ha detto a “Piazza Grande”, la trasmissione di radio Immagina condotta da Marco Furfaro e Stefano Vaccari, il Pd non può rifare gli errori del passato e chiudersi alle alleanze, e non può neanche permettersi di fare solo testimonianza e la vocazione maggioritaria ad oggi è velleitaria.

Per lei i valori, la storia della tradizione che ha anticipato il Pd e i principi che ne hanno ispirato la fondazione lo obbligano a costruire “sane vittorie per cambiare l’Italia”, ad ogni livello amministrativo e istituzionale.

Le nostre battaglie

Martino avverte che il Pd è comunque sotto la lente di ingrandimento del Paese:

Gli italiani ci osservano e si aspettano da noi battaglie sui diritti dei più deboli, sulla salute, sul lavoro, sulle riforme, sulla formazione, sull’ambiente, sulla decrescita demografica ed economica. Sulle persone. Un partito come il nostro deve stimolare e far sua la battaglia sulla questione meridionale contemporanea, così come deve rafforzare l’impegno sulla parità di genere, interna e nelle istituzioni”.

In tal senso la Martino elogia Zingaretti che, durante il suo mandato, ha avuto il merito di riprendere un tema totalmente assente nel partito prima del suo arrivo, ma per lei, rimane fondamentale “insistere per riuscire a scardinare lo sbilanciamento a favore degli uomini nelle posizioni di vertice”.

Senza contare che va ricostruita la rete territoriale del partito, smantellata negli anni scorsi e senza la quale il popolo democratico si è ritrovato orfano persino di un luogo dove incontrarsi.

Aprire fase di ascolto

Per la neo consigliera comunale reggina, un dibattito autoreferenziale in assemblea sarebbe un macigno troppo pesante in grado di segnare il futuro del partito,

bisogna aprire una reale fase di ascolto e di confronto con i nostri iscritti e simpatizzanti sui temi della società. Le spartizioni di potere non possono essere l’argomento unico e sott’inteso di ogni confronto interno, in assemblea dovremo confrontarci apertamente su ciò che ha condotto il segretario Zingaretti a questa fortissima scelta di rottura e ripartire dall’impostazione che con Piazza Grande abbiamo dato al Partito Democratico. Il consenso su Nicola Zingaretti si dimostra ancora molto forte nella nostra comunità, segno che il percorso fatto in questi due anni dovrà rafforzarsi e continuare il suo cammino”