Blitz anti-caporalato in Calabria, 20 fermi: contestata anche la riduzione in schiavitù
L'attività investigativa, avviata nel 2020, avrebbe fatto luce sull'esistenza di due distinte associazioni per delinquere, "interconnesse sul piano operativo"
02 Settembre 2026 - 16:16 | di Redazione

Associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, riduzione in schiavitù, estorsione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Sono i reati contestati, a vario titolo, a 20 cittadini stranieri (18 pakistani, un indiano e uno del Bangladesh) destinatari di un decreto di fermo eseguito dai carabinieri su delega della Dda di Catanzaro.
L’operazione dei carabinieri nella Piana di Sibari
L’operazione, che ha avuto il suo epicentro nella Piana di Sibari, è stata condotta dai militari del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma nelle province di Cosenza, Napoli, Bologna, Sassari e Mantova.
L’attività investigativa, avviata nel 2020, avrebbe fatto luce sull’esistenza di due distinte associazioni per delinquere, “interconnesse sul piano operativo” – spiegano gli inquirenti – nella Piana di Sibari.
Contestata un’associazione per lo sfruttamento della manodopera agricola
In particolare il primo sodalizio, guidato da cittadini stranieri, avrebbe esercitato un vero e proprio controllo monopolistico sulla manodopera agricola dell’intera area, riducendo i braccianti in uno stato di soggezione e servitù.
I lavoratori venivano costretti a coabitare, fino a 20 persone contemporaneamente, in alloggi fatiscenti, degradati, privi di riscaldamento, luce e gas nel centro storico di un Comune locale, per i quali l’organizzazione tratteneva forzosamente dai salari quote di 50-60 euro al mese.
Il presunto sistema per favorire l’immigrazione clandestina
La seconda associazione a delinquere – hanno ricostruito gli inquirenti – sarebbe stata “promossa, organizzata e composta da soggetti italiani” ed era “finalizzata in via esclusiva al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” tramite “il sistematico aggiramento delle procedure governative connesse al decreto Flussi e al decreto Rilancio”.
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