Brogli elettorali a Reggio, Davi torna all'attacco: 'Tutto sapeva di tarocco'

'Voti venduti a 100 euro, sgherri dei partiti davanti ai seggi. Tutto sapeva di tarocco. Su Castorina e Falcomatà...'

Il massmediologo Klaus Davi, intervistato da 'Il Giornale', è tornato sulla vicenda riguardante l'inchiesta sui brogli alle ultime comunali reggine. Il già candidato a sindaco di Reggio Calabria ai microfoni del quotidiano nazionale è tornato indietro con la memoria ai tempi in cui scelse di correre per la poltrona di primo cittadino e agli strani episodi denunciati.

Quando ho deciso di correre da sindaco a Reggio alla classica battaglia contro i mulini a vento. Invece è stata battaglia vera. E la sera stessa del voto ho denunciato strani episodi ad urne aperte, sfidando il silenzio elettorale.

"Voti venduti a 100 euro, sgherri dei partiti davanti ai seggi, 60 voti alla mia lista mancati in una notte che non hanno fatto scattare il seggio (che sul sito del Viminale era stato assegnato), penso al sindaco Pd Giuseppe Falcomatà che dice al presidente della commissione elettorale sei una garanzia. Tutto sapeva di tarocco. Poi è scoppiata l'inchiesta sul mercato di tessere elettorali messo in piedi dal consigliere Pd Antonino Castorina. Tutto l'insieme della vicenda è ancora oscuro", le parole di Davi.

 

Davi si sofferma anche sul silenzio scelto durante gli interrogatori da Antonino Castorina, esponente del centrosinistra risultato il più eletto alle comunali reggine e successivamente arrestato.

"Castorina negli interrogatori è rimasto in silenzio. Ma come, la sinistra che ha costruito la sua narrazione sulla questione morale? E ci troviamo un esponente del Pd nazionale e un segretario comunale che fanno scena muta? È inquietante. Chi devono tutelare? Questa è la domanda. Nell'assenza totale di prefettura e Viminale. Voto da rifare? Altri comuni calabresi come Africo sono stati sciolti per fatti meno gravi".