Intimidazioni contro gli amministratori, Minasi: ‘In Calabria quadro devastante. Presto audizioni in Comm. Antimafia’
La senatrice ha esortato alla creazione di una scorta civica composta non solo da Forze dell'ordine
09 Gennaio 2026 - 15:00 | Comunicato Stampa

«I numeri ci continuano purtroppo a dire che chi amministra i nostri territori convive con minacce ormai quasi quotidiane e che la Calabria è, dopo la Sicilia, la regione più colpita. È un livello di intimidazione che non possiamo considerare normale». Così esordisce la Senatrice della Lega, Tilde Minasi, commentando il grave clima di intimidazione che circonda gli Amministratori locali in Calabria, alla luce degli ultimi episodi verificatisi tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio.
Gli episodi di intimidazione e aggressione
Minasi fa riferimento a due gravi episodi di violenza verificatisi recentemente in Calabria. Il primo il 21 dicembre a Vibo Valentia, dove contro l’auto del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, sono stati esplosi cinque colpi di pistola mentre rientrava a casa. Il secondo episodio ha visto l’aggressione al consigliere regionale Orlandino Greco, colpito al volto durante la festa dell’Epifania a Castrolibero.
La violenza come strumento di condizionamento
La Senatrice sottolinea che questi non sono episodi isolati, ma sono parte di un fenomeno più ampio in cui «chi pensa di poter condizionare la vita pubblica usa violenza, intimidazione e anonimato». Minasi critica l’uso di tali atti di violenza, spesso compiuti nei momenti di maggiore visibilità, come feste di quartiere o eventi istituzionali, per inviare un messaggio a tutta la comunità.
La Calabria: un quadro devastante
I dati forniti dall’ultimo rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico sono sconfortanti: dal 2010 al 2024, in Italia sono stati registrati 5.716 episodi di minacce, danneggiamenti e aggressioni contro sindaci, assessori, consiglieri e funzionari locali, di cui 844 riguardano la Calabria, coinvolgendo ben 204 Comuni. Questi numeri evidenziano un quadro devastante e disarmante, che impone una risposta concreta da parte delle istituzioni.
Il rischio per la democrazia
Minasi evidenzia il grave rischio che la violenza possa svuotare la democrazia. Se in piccoli Comuni le intimidazioni e le aggressioni diventano pratiche sempre più comuni, molte persone perbene potrebbero decidere di non candidarsi più. Questo alimenta un circolo vizioso che potrebbe favorire l’ingresso in politica di individui con legami poco limpidi o spregiudicati.
Azioni concrete e risposte istituzionali
Per fermare questa spirale di violenza, la Senatrice Minasi ha annunciato l’intenzione di promuovere audizioni specifiche in Commissione antimafia. Sottolinea l’importanza di rafforzare gli strumenti già esistenti, come l’Osservatorio del Ministero dell’Interno e la legge 105/2017, che ha inasprito le pene per chi minaccia gli eletti, nonché il fondo di sostegno agli Amministratori sotto tiro istituito nel 2021.
Minasi ha inoltre evidenziato come il governo, in particolare il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, abbia già preso posizione contro minacce e aggressioni rivolte agli Amministratori locali, chiedendo tolleranza zero verso chi prova a intimidire i rappresentanti pubblici.
La necessità di una “Scorta civica”
Infine, Minasi ha esortato alla creazione di una scorta civica composta non solo dalle Forze dell’Ordine, ma anche dalle Istituzioni e dalle comunità locali. È fondamentale che la comunità si stringa attorno agli amministratori locali colpiti, isolando chi minaccia e condannando fermamente la violenza, anche a parole.
