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Calcio, Camilli: ‘Non arretro di un centimetro’. I tifosi: ‘Si contro la Lega Pro, no contro i nostri colori’


A storia infinita della serie C e di tutte le sue polemiche. Detto già sulla questione riaperta dei ripescaggi, c’è chi come il presidente della Viterbese Camilli che, rispetto a quella posizione assunta dopo la composizione dei gironi, non intende fare alcun passo indietro. Lo dichiara ai colleghi di tusciaweb.eu:

“Il primo punto è che hanno fatto dei calendari a uso e consumo di loro e il parametro orizzontale se lo sono inventato perché gli conveniva. Il secondo punto è che non è morale che una società sana, iscritta per prima e con le fideiussioni a posto venga penalizzata in questa maniera. Io la serie C l’ho fatta ai tempi di Mario Macalli, con due anni di playoff e una vittoria del campionato. Giocai, tra le altre, a Monza, Sassuolo, Nocera, Acireale e Martina Franca. Era un campionato nazionale e non interregionale.

Il Tar ha riaperto i giochi ma la mia posizione è vincolata dal Tar. Hanno fatto una porcata e la rimettano a posto. Io non arretro di un centimetro e chi mi conosce lo sa. Devono avere il coraggio di radiare la Viterbese! Io non torno indietro. La faccia non me la taglio”.

Sulla stessa questione c’è la posizione di “Estrema appartenenza Viterbo” che condivide la rabbia del presidente, ma non la decisione di non scendere in campo, questo il comunicato apparso sulla pagina facebook ufficiale del gruppo:

“Come gruppo Estrema appartenenza Viterbo ci troviamo costretti dopo gli ultimi avvenimenti, nostro malgrado a chiedere spiegazioni e chiarezza per una situazione che oramai rasenta l’assurdo.

Solo due settimane fa eravamo in piazza nel cuore della nostra città, con la nostra squadra e tutta la dirigenza a dare il via a quella che sembrava essere una stagione storica e a festeggiare la nostra vittoria per il nuovo stemma sulle nuove maglie, tutti pronti ad affrontare la nuova stagione con l’entusiasmo che proveniva dalla straordinaria cavalcata dello scorso anno e dalle emozioni che ci aveva regalato la serata al Marassi di Genova.

I comunicati usciti dalla società spiegano chiaramente quelle che sono le intenzioni future del patron, del quale comprendiamo e condividiamo la rabbia per la decisione di inserirci in un girone che anche agli occhi di un bambino risulterebbe assurdo e provocatorio ed è altrettanto evidente la lucida follia usata da qualche signore che da dietro una scrivania situata nel palazzo del “potere” ci ha inserito senza pensare alle conseguenze nel girone meridionale.

Tuttavia, da contraltare alla motivata rabbia della società, noi ultras e in generale tutti i tifosi gialloblù, non riusciamo a comprendere perché a pagare per giochi di potere per quanto squallidi e deprecabili, debbano essere quelle persone che vivono per la squadra e la maglia, che sacrificano tempo alla famiglia e spendono fior di quattrini per quell’amore incondizionato chiamato Viterbese.

“Per quei colori noi saremo pronti a giocare anche in Africa”. Queste parole non sono casuali e sono prese e da una recente intervista fatta al patron Camilli, ma valgono ancora, almeno per noi, che con molti sacrifici siamo pronti nuovamente e come è nostra abitudine, a girare lo stivale portando il Leone di Viterbo con fierezza e onore sui campi del sud Italia.

Pur consapevoli che la porcata ai danni della nostra città e della Viterbese sia stata fatta, chiediamo al patron Piero Camilli e alla sua famiglia di non distruggere tutto ciò che di buono è stato fatto fino a oggi, da Canino passando per Casal del Marmo arrivando a Bolzano e Genova.

Un conto sono le prese di posizione sacrosante e giustificate, un conto è infrangere la passione della gente, dei bambini che saranno i tifosi di domani, di chi gira l’Italia sempre e comunque. Il rispetto verso queste persone viene prima di tutto. Anche noi siamo arrabbiati e delusi.

Bene, usiamo questa rabbia. La squadra sul campo e noi sugli spalti del sud Italia per far masticare qualche boccone amaro a chi di questa vigliaccata oggi ride e magari con la nostra esclusione riderebbe ancora di più essendosi tolti di mezzo un problema grande come la Viterbese di Camilli sia sul campo che nei palazzi.

Il patron la sera della presentazione ha chiesto in piazza di accettare il suo carattere e la promessa da parte degli ultras è stata quella di farlo. Oggi al suo carattere deve anteporre il bene di Viterbo e dei viterbesi per mantenere quelle parole.

Contro la Lega si ma mai contro i nostri colori.

Estrema appartenenza

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