Il Messina si gioca la carta del ripescaggio. Il presidente Davis sul ricorso della Reggina e il tradimento
"Allestiremo una squadra di primissimo livello, sia in caso di Eccellenza sia in caso di Serie D"
11 Giugno 2026 - 16:02 | Redazione

Lunga intervista al giornale lasicilia.it del presidente del Messina Justin Davis sull’attuale situazione societaria e il futuro del club giallorosso: “Abbiamo saldato tutte le spettanze della stagione 2025/2026 con un mese di anticipo, predisponendo tutti i pagamenti per farci trovare pronti a un eventuale ripescaggio. È una strada ardua, sarei disonesto a dire il contrario. Ci saranno almeno 15-18 squadre che presenteranno domanda di ripescaggio. Ma l’ACR Messina, per bacino d’utenza, per lo stadio e per i trascorsi recenti nei campionati professionistici, vanta un punteggio più che discreto. E c’è un valore aggiunto che fa la differenza: l’ACR Messina non ha un solo euro di debito.
Ho piena fiducia in Morris Pagniello, che anche quest’anno sarà il Direttore Generale alla guida del club. È stato lui a volere fortemente il progetto Messina: senza Morris non avrei mai fatto questo investimento. Per la direzione sportiva abbiamo individuato un profilo importante, con le idee già chiare su squadra e staff. Non posso farne il nome perché il professionista è ancora tesserato, e noi siamo una società corretta. Quel che posso dire è che allestiremo una squadra di primissimo livello, sia in caso di Eccellenza sia in caso di Serie D. Finalmente possiamo lavorare come vogliamo e con le persone che vogliamo.
Attorno alla società ruotavano persone, a bilancio per 2.200 euro al mese, nonostante una società sull’orlo del fallimento, che hanno danneggiato continuamente il Messina: ben otto esposti alla Procura Federale. Non solo: sono stati inviati documenti riservatissimi, in loro esclusivo possesso, a squadre concorrenti, con il solo fine di danneggiarci. La nostra caparbietà e l’amore per Messina hanno però prevalso su tutto. Abbiamo combattuto colpo su colpo, ingaggiando i migliori avvocati del panorama italiano, che stanno ribattendo punto per punto. Sono andato personalmente a Roma alla famosa udienza sul caso Reggina e devo complimentarmi con i miei legali e consulenti, che hanno svolto un grande lavoro dimostrando le nostre ragioni“.
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