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Case di Comunità, ASP Reggio firma il protocollo con il Terzo Settore. L’aggiornamento della dott.ssa Di Furia

ASP Reggio firma il protocollo con il Terzo Settore per rafforzare ascolto, prossimità e servizi nelle Case di Comunità

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Costruire una rete territoriale integrata, capace di avvicinare la sanità ai cittadini e rafforzare i servizi sociosanitari. È questo l’obiettivo del Protocollo d’Intesa siglato oggi dall’ASP di Reggio Calabria con associazioni ETS, cooperative sociali, comitati e reti del Terzo Settore.

L’accordo punta a consolidare percorsi condivisi di ascolto, partecipazione, prossimità e tutela dei bisogni della cittadinanza all’interno delle Case di Comunità. Un passaggio che guarda alla collaborazione tra istituzioni e realtà locali, in linea con i principi del D.M. 77/2022.

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Di Furia: “Il Terzo Settore non sostituisce il personale, accompagna il cittadino”

A spiegare il senso dell’intesa è stata la direttrice dell’ASP di Reggio Calabria, dott.ssa Lucia Di Furia.

“Noi abbiamo già protocolli con alcune associazioni, ma questa è una cornice complessiva dove si riconosce il valore del Terzo Settore e si individuano obiettivi e finalità da percorrere insieme”.

Per Di Furia, il punto centrale è quello della “co-programmazione e co-progettazione”, con una presenza formalmente prevista nelle Case di Comunità.

La direttrice ha chiarito anche un aspetto importante:

“Il Terzo Settore non sostituisce il personale, assolutamente. Deve collaborare. Può farlo su aspetti informativi, di ascolto dei bisogni dei cittadini. La risposta resta sempre del settore pubblico”.

Tra gli esempi citati, quello del supporto agli anziani nella digitalizzazione dei servizi:

“Ci sono molti anziani che non sono capaci di fare anche operazioni minimali. L’associazione può accompagnare, spiegare, formare le persone e aiutarle, senza sostituirsi al pubblico”.

Sullo stato delle Case di Comunità, Di Furia ha precisato che il protocollo “non c’entra con l’ultimazione dei lavori”, ma serve a preparare ciò che dovrà avvenire all’interno delle strutture.

“Abbiamo cominciato con Roghudi la scorsa settimana. Altre dovrebbero essere in consegna nei prossimi giorni e speriamo che entro fine giugno possano arrivare tutte. Qualcuna è più in ritardo, ma la maggior parte sta lavorando alacremente”.

Neri: “Non nuovi poliambulatori, ma luoghi di cura e partecipazione”

Per Pasquale Neri, portavoce del Forum Terzo Settore Calabria, la firma rappresenta “un punto di partenza”.

“Arriva dopo alcuni incontri con l’amministrazione dell’ASP, con il direttore generale e con i gruppi di volontariato e cooperazione. L’idea è continuare il percorso per riempire di contenuti quello che oggi è un contenitore”.

Secondo Neri, la Casa di Comunità deve diventare un luogo in cui i cittadini siano protagonisti dei percorsi di assistenza e cura.

“Non un nuovo volto per i vecchi poliambulatori che si ammodernano e cambiano l’insegna, ma una struttura che accoglie i bisogni delle persone e si riversa verso le persone”.

Un modello che, per il portavoce del Forum, riguarda non solo l’organizzazione sanitaria, ma anche una nuova cultura della cura.

Bruzzese: “Il Terzo Settore può aiutare a rispondere ai bisogni di salute”

Sulla stessa linea il dott. Vincenzo Bruzzese, dell’associazione Reni e Salute, già dirigente medico dell’ASP di Reggio Calabria.

“Oggi è una data importante, perché viene sancita la collaborazione del Terzo Settore con le istituzioni”.

Bruzzese ha ricordato la propria esperienza nella nefrologia e dialisi, spiegando di aver scelto, dopo la pensione, di continuare a occuparsi dei bisogni dei cittadini attraverso il Terzo Settore.

“Se tutti ci impegniamo a essere generatori di bene, ognuno nel posto in cui è e con quello che ha, si possono raggiungere obiettivi talvolta impensabili”.

Il tema, ha aggiunto, riguarda anche le risorse del sistema sanitario.

“Le risorse del Servizio Sanitario Nazionale non sono illimitate. Per questo l’impegno del Terzo Settore nel contribuire a trovare soluzioni ai bisogni di salute dei cittadini è qualcosa da perseguire”.

Una rete per dare contenuto alle Case di Comunità

Il Protocollo d’Intesa, dunque, non riguarda soltanto l’apertura fisica delle strutture. L’obiettivo è costruire una rete stabile tra ASP e Terzo Settore, capace di intercettare i bisogni reali delle persone e rendere le Case di Comunità spazi vivi, accessibili e vicini ai territori.

Una sfida che passa dalla sanità pubblica, ma anche dalla partecipazione delle associazioni e delle realtà che ogni giorno lavorano a contatto con cittadini, famiglie, fragilità e comunità locali.

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