Verso le regionali, Cinque stelle nel caos tra espulsioni e mal di pancia della base

Tra i calabresi sono 4 i senatori espulsi e 2 i deputati per non aver votato la fiducia a Draghi. Chi deciderà le strategie del Movimento?

Dopo i senatori tocca ai deputati. Il Movimento 5 stelle usa le maniere forti e dopo il voto di fiducia, al Senato prima e alla Camera dopo, mette alla porta i dissidenti che non hanno seguito le indicazioni fornite dalla votazione on line sulla piattaforma Rousseau circa l’appoggio al governo Draghi.

Il Movimento insomma rischia l’implosione, travolto com’è da una serie di polemiche che non riguardano solo il voto in Parlamento. In discussione c’è la gestione della Piattaforma Rousseau, ma anche il ruolo di Morra nella Commissione parlamentare antimafia. Il senatore – oggi tra i senatori espulsi – a proposito di Calabria è stato anche indagato dalla Procura della Repubblica di Cosenza che ipotizza il reato di diffamazione aggravata e continuata dopo le frasi pronunciate all’indomani della morte della presidente della Regione Jole Santelli.

I calabresi tra ‘no’, astensioni e assenti

I numeri parlano chiaro. Sono 15 i senatori pentastellati che hanno votato ‘no’ al Senato e 16 alla Camera. A quest’ultimi però vanno aggiunti 4 astenuti e 12 assenti. Numeri che assottigliano la maggioranza che aveva sostenuto i due governi guidati da Giuseppe Conte e che sono destinati a ridisegnare la mappa dei gruppi parlamentari. La linea del Movimento però non cambia.

Il capo politico ad interim Vito Crimi non lascia spazio a fraintendimenti, confermando anche sulla propria pagina facebook l’estromissione dei dissidenti:

"Come già avvenuto al Senato, anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle che nel voto di fiducia alla Camera si sono espressi diversamente dal gruppo parlamentare verranno espulsi. Chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori da questo gruppo, lasciando dei vuoti. Ora le fila vanno serrate, affinché l'azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace".

Anche una parte dei parlamentari calabresi hanno partecipato alla fronda anti-Draghi. Al Senato tra i 15 che sono stati espulsi ci sono Rosa Silvana Abate, Margherita Corrado, Bianca Laura Granato e Nicola Morra.

Tra i deputati calabresi che non hanno votato la fiducia figurano invece Francesco Forciniti e Francesco Sapia, mentre è risultata assente Elisa Scutellà.

Per tutti loro è stata avviata la procedura di espulsione con la segnalazione al Collegio dei Probiviri che potrebbe pronunciarsi anche oggi stesso.

Verso le regionali

È chiaro che quanto sta succedendo all’interno del Movimento avrà delle ripercussioni anche a livello locale. Soprattutto in Calabria che sarà chiamata al rinnovo del Consiglio regionale dopo la sfortunata parentesi della presidenza Santelli.

D’altra parte se appare chiaro che il Movimento non esprimerà un proprio candidato, è altrettanto chiaro che si complica la questione delle alleanze. I pentastellati sono attualmente corteggiati tanto dal duo Tansi-De Magistris, quanto del Partito Democratico che comunque continua a mantenere un dialogo col Movimento almeno a Roma.

Il tutto avviene in concomitanza dell’appello del candidato Dem, Nicola Irto, che ha chiesto a tutti gli aspiranti di area di centrosinistra di azzerare le candidature, per pensare ad un progetto più ampio.

Il Movimento da parte sua sembra aver bocciato qualsiasi ipotesi di alleanza con il Pd, criticando anche aspramente la candidatura di Irto. Mentre è ormai chiaro che la base, quella fatta dagli attivisti, è nettamente attratta dall’ex magistrato e sindaco di Napoli.

Ma la domanda che assilla tanto i militanti quanto gli osservatori politici è: chi orienterà il Movimento in vista delle elezioni? Atteso che i parlamentari hanno il loro seguito e il loro peso, c’è infatti una base frastornata ed arrabbiata per come stanno andando le cose.

Insomma i giochi sono apertissimi, e anche la questione relativa alla data delle elezioni – sembra sempre più in bilico quella dell’11 aprile – consegneranno del tempo prezioso a partiti e Movimenti per riposizionarsi nello scacchiere regionale delle alleanze.