Verso le Regionali, Tansi e De Magistris ufficializzano l’alleanza: ‘La Calabria ha bisogno di due presidenti’

Il sindaco di Napoli sarà il candidato alla Presidenza della giunta, l’ex direttore della Prociv si prenota per Palazzo Campanella

Due presidenti per una coalizione. È la nuova formula che sta alla base dell’alleanza tra Carlo Tansi e Luigi De Magistris. L’ufficialità è arrivata oggi pomeriggio nel corso della conferenza stampa organizzata nella sede di Tesoro Calabria con la presenza dei due protagonisti della scena politica regionale ormai da qualche settimana. Per la prima volta, prima ancora della campagna elettorale vera e propria una coalizione indica non solo il presidente della Giunta (De Magistris), ma anche il candidato alla presidenza del Consiglio regionale (Tansi). La coalizione, invece, unita sotto il colore arancione, si baserà su un’alleanza di donne e uomini di estrazione diversa, quindi eterogenea, che strizza l’occhio alla base del Movimento 5 stelle con cui continua una fitta interlocuzione e non chiude le porte ai delusi dei grandi partiti tanto di centrosinistra che di centrodestra.

"A rischio l’alternanza politica"

Il primo a prendere la parola è il padrone di casa, Carlo Tansi che confida di non dormire da 4 giorni pensando alla creatura politica che sta nascendo:

“Per la prima volta in Calabria, comunque dopo 20 anni, si mette a rischio l’alternanza politica tra centrodestra e centrosinistra. In gioco ci sono due forze importanti, Luigi De Magistris e Carlo Tansi che con la sua coalizione alle ultime regionali ha avuto un ampio consenso, consolidato poi con le elezioni di Crotone dove Tesoro Calabria ha eletto il sindaco espressione di un civismo sano”.

Tansi anticipa che in campo ci sono già le tre liste che lo hanno accompagnato nell’avventura dello scorso anno, più una quarta, quella dei meridionalisti – “Sud con Carlo Tansi” – a cui si aggiungeranno quelle che riuscirà a portare De Magistris.

“Ci mettiamo la faccia e ci crediamo in questa coalizione che spariglia tutti i giochi e rompe l’incantesimo che ha tenuto la Calabria sotto scacco per troppi anni. La coalizione è foriera di altre aggregazioni come i 5 stelle e frange di altri partiti, a cominciare dal Pd che vuole ancora candidare i soliti personaggi a cui interessa la spartizione dei fondi del Recovery fund. Se noi affidiamo la gestione di questi fondi a persone serie e competenti, che hanno dimostrato sul campo di poter cambiare le cose in Calabria, allora avremo una speranza. Se invece la lasciamo a quella massa informe di partiti che fino ad oggi hanno distrutto la Calabria la nostra regione rimarrà una terra senza speranza”.

Due poltrone per due

Per Tansi in Calabria non serve indicare un solo presidente, ma due, uno della Giunta e uno del Consiglio. Proprio Palazzo Campanella, dove approderebbe Tansi in caso di vittoria, viene dipinto dal leader di Tesoro Calabria come “relegato ad un ricettacolo di poteri forti e leggi ad personam”. Tansi che ritiene fondamentale dare rilievo alla presidenza del Consiglio, sottolinea però che non si può limitare il tutto ad una sorta di partita a due:

“Non è una questione dell’uno o dell’altro, qui si deve fare gioco di squadra, abbandonare i personalismi e credere che sia fondamentale il cambiamento che ci chiede la gente. Occorre un modello diverso, con due presidenti. Io mi adatterò. Noi vogliamo rappresentare un elemento di rottura, e lavorare in sinergia. Immaginateci come Bartali e Coppi che si scambiano la borraccia”.

Rottura del sistema e capacità di governo

Dal canto suo De Magistris parla di giornata importante, e di un passo in avanti verso una concreta alternativa ai vecchi sistemi partitici:

“È finita la storia del sono tutti uguali, non cambia niente. La nostra è una reale alternativa. È rottura del sistema e capacità di governo. Mettiamo a disposizione le nostre storie per un progetto, il laboratorio politico Calabria. Basta il consociativismo trasversale della politica politicante, spesso intrisa di affarismi e non di rado di collusioni con il crimine e con il crimine organizzato in particolare”.

Il sindaco di Napoli esclude che nella nascitura coalizione si potranno rintracciare figure che non appartengono non solo politicamente alla quella storia, ma che non vi appartengono eticamente e culturalmente dal punto di vista del progetto politico sociale ed economico.

“La mia esperienza politica mi ha testimoniato che si può governare anche senza la partitocrazia. Ma sia chiaro che qui non è una crociata contro i partiti, sicuramente un’alternativa al ceto politico dominante che ha soffocato le donne e gli uomini di questa regione. Bisogna liberare le energie di questo territorio. Chi controllerà, deciderà e gestirà il prossimo flusso di denaro pubblico in Italia e in Calabria in particolare, condizionerà nel bene o nel male i prossimi 40 anni. L’esperienza mi insegna che in questa regione bisogna rompere il blocco del controllo della spesa pubblica che costruisce una filiera con il denaro pubblico, condiziona le attività produttive, i finanziamenti e il lavoro. Noi creeremo condizioni per lo sviluppo”.

Insomma, per De Magistris la diversità rimane un valore:

“Nelle nostre liste non troverete uomini e donne dal pensiero unico, ma sensibilità diverse, posizioni più radicali, estreme, moderate, conservatrici, ma persone che si riconoscono in un progetto valoriale che vede nella Costituzione il nostro faro e un profilo etico alto. La scelta di fare questa avventura è infatti caratterizzata dalla voglia di rompere il sistema. Ecco perché oggi è un giorno importante. Cominciamo a costruire una coalizione larga, che partecipa per vincere, ma prima di vincere bisogna convincere tutte le persone che c’è un’alternativa credibile forte, rappresentata da tante persone. C’è tanto entusiasmo”.

Infine, De Magistris risponde a chi lo indica come un visionario:

“Oggi può sembrare un sogno, un’utopia, vincere contro forze organizzate. Ma penso che quando si ha volontà, cuore e ottimismo, essere visionari è il più grande atto di realismo. Stiamo costruendo una storia importante in Calabria di un sud che non andrà più col cappello in mano e la testa china ma con orgoglio e senso di autonomia e dell’identità che è fatta da una storia millenaria che non ha paura di incontrarsi e di mettersi d’accordo per un processo del cambiamento”.