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Calabria: salvò la vita ad una dott.ssa, riceve la cittadinanza italiana

È la storia a lieto fine dell'ambulante marocchino Mustapha El Aoudi: "Quello di diventare italiano era il mio sogno"

Mustapha El Aoudi Cittadinanza Italiana

“Quello di diventare italiano era il mio sogno. Questo è il mio Paese, ci vivo da quando avevo 10 anni. Ed ora il sogno si è avverato”.

Mustapha El Aoudi, di 43 anni ambulante marocchino, ha gli occhi pieni di emozione quando parla del conferimento della cittadinanza italiana che il Consiglio dei ministri gli ha riconosciuto ieri per meriti speciali per aver salvato la vita ad una dottoressa dell’ospedale di Crotone aggredito da un uomo.

Arriva la cittadinanza italiana per Mustapha El Aoudi: aveva salvato la vita ad una dott.ssa in Calabria

Era il 4 dicembre 2018 quando El Aoudi, mentre era alla sua bancarella nei pressi dell’ospedale, sente una donna chiedere aiuto. La donna, Maria Carmela Calindro, era a terra mentre un uomo – Luigi Amoruso poi condannato in via definitiva – la colpiva con un cacciavite. Mustapha non ci ha pensato due volte e lo ha disarmato e bloccato. Per questo è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella.

Nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri si legge che, l’organo, “su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, ha deliberato il conferimento della cittadinanza italiana, per meriti speciali: 

al Sig. Mustapha EL AOUDI, in considerazione dell’atto eroico di cui si è reso protagonista, intervenendo in difesa di una dottoressa, aggredita all’esterno dell’ospedale presso il quale prestava servizio, consentendo l’arresto dell’aggressore”.

“Diventare italiano era il mio sogno”

La notizia della cittadinanza Mustapha l’ha saputa mentre stava per montare, come ogni giorno, la bancarella davanti all’ospedale.

“Stanotte – racconta mentre stringe una bandiera italiana che un amico gli ha portato – ho fatto il sogno che mi capitava una cosa bella. Forse me lo sentivo. Sono arrivato a Crotone il 25 ottobre 1990 ed anche se ho le mie radici in Marocco, io mi sento italiano: qui sono cresciuto, i miei figli vanno a scuola qui. Io vivo e lavoro qui. Mio figlio stamattina mi ha detto: perché piangi? E una cosa bella. Gli ho detto che erano lacrime di gioia perché dopo tutto questo tempo, dopo tanti sacrifici sono diventato italiano”.

È semplice, timido e riservato Mustapha. Ha fatto grandi sacrifici, montando e smontando la sua bancarella per portare a casa pochi spiccioli al giorno con i quali, però, ha tirato su la sua famiglia. Mustapha ringrazia tutti.

“Devo ringraziare quanti mi hanno aiutato a essere cittadino italiano. Tutti quelli che passando mi dicevano ‘non perdere le speranze vedrai che diventerai italiano’. Sono contento perché l’Italia è la mia nazione, perché mi ha dato tutto. Mi ha telefonato anche la dottoressa Calindro, era felicissima”. Poi inizia a togliere gli oggetti dalla bancarella: “Ho deciso, oggi non lavoro. E’ un giorno troppo importante per me e devo festeggiare con la mia famiglia”.

Fonte: Ansa Calabria

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