Brogli elettorali a Reggio Calabria: il commento della politica

All'indomani dell'indagine riguardante i voti truccati a Reggio Calabria, si delinea il quadro dell'opinione politica

All'indomani della vicenda che ha scosso, ancora una volta, l'animo dei cittadini di Reggio Calabria è possibile tracciare un quadro ben preciso dell'opinione pubblica riguardanti le rivelazioni, da parte delle forze dell'ordine, sui brogli elettorali delle scorse comunali.

Maggioranza e opposizione continuano a farsi la guerra a suon di note stampa, ma c'è anche chi parla "dall'esterno". Ecco cosa hanno scritto i partiti di questa tragica vicenda politica.

I commenti della politica sui brogli elettorali di Reggio Calabria

Il centrodestra: "Violentata la fiducia dei cittadini"

Consiglio comunale di Reggio Calabria

"Non siamo giudici, né tanto meno abbiamo smesso di essere garantisti. A differenza di altri, non è da Noi emettere sentenze fino a che non sarà fatta piena luce sui fatti e accertata la colpevolezza degli indagati.

Tuttavia quanto sostenuto dagli inquirenti riguardo i brogli elettorali nel corso delle ultime elezioni comunali è agghiacciante, di una gravità inaudita, perché è stata messa a repentaglio la Democrazia, intaccata alle fondamenta con le condotte che gli investigatori della Questura hanno denunciato. Verità, Etica, Trasparenza, Libertà e Rispetto dell’altrui pensiero sono solo alcuni dei valori trucidati, nel caso venissero confermate le risultanze delle indagini di Polizia.

È una notizia sconcertante per la politica reggina tutta. Ecco perché riteniamo che per correttezza nei confronti dei cittadini  - la cui fiducia è stata ancora una volta violentata -  l’Amministrazione Comunale vada subito fermata, in virtù del fatto che i presunti brogli elettorali avrebbero come protagonista un esponente di spicco del Partito Democratico, membro della direzione nazionale, già Capogruppo del Pd a Palazzo San Giorgio nel primo Falcomatà, detentore di importanti deleghe alla Città Metropolitana e risultato trainante per tutta la coalizione guidata da Falcomatà. Tutto ciò, a nostro avviso, mette in discussione la legittimità delle elezioni e del mandato politico del Sindaco stesso".

Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega unitamente chiedono le dimissioni immediate della Giunta e dei Consiglieri, come atto di responsabilità istituzionale, di coscienza politica e di onestà nei confronti di Reggio Calabria.

"Da che pulpito viene la predica": la replica della maggioranza

consiglio comunale centrosinistra

"Vile ed inaccettabile il tentativo della destra reggina di speculare sulla vicenda giudiziaria che ha riguardato singole circostanze in occasione della scorsa tornata elettorale delle amministrative. Come ha specificato più volte ed in maniera chiara anche il Procuratore Giovanni Bombardieri, nel corso della conferenza di presentazione dell'inchiesta, l'indagine della Procura non riguarda l'impianto delle elezioni e quindi non ne mette in discussione l'esito. Quelli contestati dagli investigatori, che ringraziamo per il prezioso lavoro, sono fatti singoli e circostanziati, che riguardano specifiche situazioni da approfondire ed accertare".

Lo dichiarano in una nota i rappresentanti provinciali delle forze politiche che compongono la maggioranza al Comune di Reggio Calabria (Partito Democratico - Articolo 1 - Italia Viva - A Testa Alta - Partito Socialista Italiano - Sintesi - Reset - Svolta - Primavera Democratica - Innamorarsi di Reggio).

"Se all'esito degli sviluppi giudiziari le circostanze descritte dovessero corrispondere al vero, sarebbero certamente gravi e noi saremo i primi ad evidenziare eventuali responsabilità - si legge nella nota - ma è inaccettabile che in nome di una vicenda specifica si possa mettere in discussione l'esito elettorale, che ha evidenziato una vittoria netta e cristallina, con una percentuale di scarto del 17% sul principale sfidante ed ancora superiore su tutti gli altri, del Sindaco Falcomatà e della compagine oggi alla guida di Palazzo San Giorgio, oltre che una pesante bocciatura della proposta politica della destra a trazione leghista".

"Peraltro ci sarebbe da sottolineare da che pulpito viene la predica, una destra che ha causato in città enormi guasti economici e morali per i quali i reggini, che ne stanno ancora pagando le conseguenze, attendono ancora pubbliche scuse. La stessa destra che oggi sembra totalmente ostaggio di una sorta di sindrome di Trump, e che invece di interrogarsi sulle motivazioni della pesante sconfitta, si limita al tentativo di mettere in discussione l'esito elettorale. Il centrosinistra, unito e compatto, oggi respinge al mittente le vili insinuazioni sollevate dai partiti di minoranza. Le vicende processuali, che hanno già prodotto la sospensione del consigliere indagato, faranno il loro corso. Intanto la politica, con buona pace di chi ha perso le elezioni, deve occuparsi del mandato che le è stato affidato dai cittadini".

Tilde Minasi

"L'operazione legittima il dubbio che la recente tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Reggio Calabria sarebbe, mutuando le parole del sempre prudente procuratore Giovanni Bombardieri, viziata  da uno scellerato piano criminale sfociato in inaccettabili brogli. I reggini, unica parte lesa di una vicenda che sa di terzo mondo, rivendicano ed esigono un atto di trasparenza ancor più dovuto in ragione di quella "morale" tanto sbandierata ed abusata dal Pd.

Sarebbe, pertanto, auspicabile che si ponga la parola fine a questa fase amministrativa, con le dimissioni del Consiglio comunale e ancor più della Giunta, peraltro già in gran parte sub iudice per la nota vicenda Miramare, restituendo così ad un intera comunità la dignità di elettori.

Compito dei partiti è, invece, allestire liste nelle quali non vi sia la minima incertezza sui nomi che le compongono. Come Lega abbiamo sempre puntato a personalità dalla morale specchiata, abbiamo guardato prima alla qualità che alla quantità, ai progetti prima dei numeri, alle caratteristiche etiche prima che al nome di grido, e così faremo anche per le vicine elezioni regionali senza esitazione alcuna".

La Strada, Riabitare Reggio e Pazzano

"Chiediamo, dunque, in vista delle future tornate elettorali, un’intransigente vigilanza sulla regolarità delle operazioni di voto. L’amministrazione comunale deve far funzionare la macchina burocratica della città: ciò è responsabilità del Sindaco, dei dirigenti e funzionari comunali, della sezione elettorale del Comune.

Chiediamo inoltre al Comune di impegnarsi su un aspetto fondamentale: l’approvazione di un regolamento etico per i consiglieri comunali, che preveda dimissioni e autosospensioni in occasione di particolari circostanze, al fine di non gettare discredito sulla massima assemblea cittadina.

Invitiamo, infine, il Comune, a tutela e per rispetto delle istituzioni, a costituirsi parte civile se la posizione del consigliere Castorina si aggravasse fino al rinvio a giudizio, approdando dunque in sede processuale. Seguiremo questa vicenda scrupolosamente: se si arrivasse a processo, preannunciamo che Saverio Pazzano e il gruppo politico che rappresenta si costituirebbero come parte civile, in difesa del patto costituzionale tra cittadinanza e rappresentanza politica".